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Carrette dei mari, no alla proroga
Escludere subito le navi a rischio dalle acque territoriali

"Il sistema dell’Alto Adriatico è unitario e consentire la proroga per l’entrata in vigore della direttiva contro le carrette dei mari, richiesta dai sindaci di Trieste e Ravenna, rischierebbe di vanificare le misure prese per la laguna di Venezia".

Così Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente, ha commentato le richieste di gradualismo per l’entrata in vigore della messa al bando delle navi a rischio nelle acque territoriali, prevista per il 31 Marzo.

Solo negli scali italiani a nord di Ravenna (pari allo 0,7% delle acque del Mediterraneo) transitano ogni anno circa 60 milioni di tonnellate di sostanze pericolose, un sesto delle sostanze pericolose che navigano in tutto il Mediterraneo. I nostri mari devono quindi essere messi al riparo dal rischio marea nera adottando tutte le misure possibili contro tutte quelle baracche galleggianti che hanno provocato negli anni disastri ambientali enormi, e il blocco di provvedimenti annunciati dal Ministero dell’Ambiente è sicuramente un passo importante verso una regolamentazione più severa del trasporto di sostanze pericolose.

Un passo che va nella direzione delle prime, urgenti richieste avanzate da Legambiente, ai Ministri Bordon e Bersani già in occasione del vertice di Nizza. Per la sicurezza dei mari e delle nostre coste, comunque, si dovrebbe ricorrere a misure più drastiche e alla delocalizzazione dei porti petroli.

"Diventa fondamentale - ha dichiarato Venneri - nel rilancio della Sensitive Area, da tempo richiesta da Legambiente e che lo scorso anno ad Ancona il Ministro Bordon si era impegnato a portare a compimento, adottare misure unilaterali. Il rischio "marea nera" d’altra parte, condiziona pesantemente le attività economiche legate alla pesca e al turismo. Si è tanto parlato del disastro delle Galapagos, eppure non si considerano affatto i danni gravissimi che un incidente come quello provocato dall’Erika potrebbe determinare se avvenisse a ridosso del tratto turistico più importante del Mediterraneo. Il gradualismo richiesto dai sindaci è evidentemente assurdo. Da subito è possibile escludere il transito delle navi a scafo singolo - come l’Erika e la Jessica - che trasportano le sostanze pericolose e pretendere la stessa normativa dai Paesi limitrofi, impegnandosi affinché le direttive adottate dall’Italia si affermino a livello internazionale".

Legambiente è da sempre impegnata per ottenere norme nazionali e internazionali che facciano diminuire il rischio maree nere. Tra le diverse iniziative, ha anche portato al commissario europeo dei trasporti Loyola de Palacio 50.000 cartoline inviate dai cittadini con la scritta "No al catrame sulle spiagge": tutte con la richiesta di leggi più severe per chi trasporta per mare petrolio e sostanze pericolose.

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