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Chiusura della cokeria di Cornigliano
Riva e gli enti locali responsabili dei disordini

"Riva e gli enti locali avrebbero dovuto risolvere da tempo il problema degli operai occupati nelle lavorazioni a caldo. Perchè nessuna proroga può essere concessa alla chiusura della cokeria".

Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente, è intervenuto sulla questione dei disordini scoppiati a Genova per la paventata ipotesi di mettere in mobilità gli impiegati della cokeria di Cornigliano destinata a chiudere.

"È assurdo e da irresponsabili - ha dichiarato Ferrante - costringere i cittadini e i lavoratori a scegliere tra salute e occupazione. Non c’è giustificazione nè per il proprietario delle acciaierie nè per i Presidenti di Regione, Provincia e Comune, responsabili di questa situazione".

La legge al riguardo (n.426 del 9/12/1998, Art. 4, comma 10) è chiara e prevede che "... L’accordo di programma deve prevedere il piano di bonifica e risanamento dell’area dismessa a seguito della chiusura delle lavorazioni siderurgiche a caldo nonchè, entro tempi certi e definiti, il piano industriale, per il consolidamento delle lavorazioni a freddo. L’accordo di programma e i successivi strumenti attuativi devono altresì prevedere la tutela dei livelli occupazionali e il reimpiego della manodopera occupata al 14 Luglio 1998".

"È bene allora - ha proseguito Ferrante - che non si perda più tempo, e che invece si prendano seriamente in esame le proposte alternative avanzate anche da pezzi importanti della imprenditorialità genovese che già da tempo sono sul tavolo delle autorità competenti e che potrebbero garantire al contempo tutela dei livelli occupazionali e tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini".

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