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Ecomafie: allarme del Pg
di Bari "L’allarme lanciato dal Pg di Bari nella relazione introduttiva dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sottolinea l’urgenza di provvedimenti chiari ed efficaci per stroncare i sempre più estesi traffici illegali gestiti dalle organizzazioni criminali, che con lo smaltimento inadeguato dei rifiuti tossico-pericolosi, le truffe negli appalti e nelle gestione delle cave, mettono in pericolo la salute dei cittadini e dell’ambiente, sottraendo capitali sostanziosi all’economia nazionale". Così Enrico Fontana, responsabile dell’ufficio Ambiente e Legalità di Legambiente, ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal Pg di Bari Riccardo Bitonto. "Emergono prepotentemente - ha dichiarato Fontana - le gravi responsabilità politiche di chi, fino ad ora ha impedito che venisse approvato un disegno di legge presentato dal Governo nell’Aprile del 1999, e che se invece fosse in vigore oggi, permetterebbe di colpire efficacemente ecomafiosi ed ecocriminali. Eppure, dal punto di vista legislativo, nel nostro Paese continua ad essere più grave il furto di una mela che il traffico di sostanze tossico-pericolose". Se non ci sono aggravanti come l’associazione a delinquere infatti, il traffico illecito di rifiuti viene al massimo punito con una sanzione contravvenzionale, una ammenda. E non è certo con dei verbali di contravvenzione che si può frenare un fenomeno che ha un giro d’affari di oltre 6000 miliardi di lire gestiti quasi interamente dalle ecomafie. "Ecco perché - ha concluso Fontana - torniamo a chiedere con forza che il reato relativo all’organizzazione di traffico illecito dei rifiuti, venga rapidamente approvato". |
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