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Ecosistema Urbano 2001: traffico e rifiuti
Classifica di Legambiente sui 103 capoluoghi di provincia

Prima è Ferrara, seconda Mantova, terza Massa a pari merito con Pavia. Sui primi tre gradini del podio di Ecosistema Urbano 2001, ottava edizione del rapporto sulla qualità ambientale nei 103 capoluoghi di provincia italiani, quattro città del Centro-Nord. A seguire questo quartetto di testa, nell’ordine, Sondio, Prato, Modena, Bolzano, Livorno e Bergamo. Ma il dato che salta agli occhi scorrendo il rapporto è che l’Italia dei comuni capoluogo, nel complesso, registra uno stallo nelle politiche ambientali, una "frenata" dopo anni nei quali si era osservato un continuo, seppur lento e non uniforme, miglioramento. Aumenta il divario tra Nord e Sud d’Italia: le città meridionali monopolizzano in negativo la parte bassa della classifica, a dimostrazione che nel Mezzogiorno si riscontrano ancora notevoli ritardi nelle politiche ambientali e nei servizi al cittadino, e l’inserimento di un nuovo parametro sull’abusivismo edilizio non fa che rendere ancora più vistoso lo scarto tra le due Italie.

Il punteggio di Ecosistema Urbano è espresso anche quest’anno, sia nei 20 singoli parametri che nella classifica generale, come percentuale in una scala in cui 100 è l’eccellenza. Ferrara vince col 64,1%; Mantova è seconda con il 63,7%, Massa e Pavia terze con il 62,3%.

"In questa edizione di Ecosistema Urbano - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - la qualità ambientale, che nella percezione dei cittadini, ma anche nell’azione di molte amministrazioni, negli ultimi anni era diventata un "ingrediente" essenziale della qualità urbana in generale, sembra perdere colpi. Quasi che l’ambiente non sia più tra le preoccupazioni principali di sindaci e amministratori. Un rallentamento che certamente è più grave per il Mezzogiorno, le cui città con pochissime eccezioni confermano, e in alcuni casi aggravano, il distacco dal resto d’Italia, ma che tocca tutti i centri urbani. Il settore che più di tutti fa le spese di questa frenata generale è quello della mobilità: in una quarantina di capoluoghi vi è un piccolo aumento nell’uso del mezzo pubblico, ma l’abuso dell’auto privata continua a crescere dappertutto e questo è il risultato sia delle politiche troppo "timide" di gran parte degli amministratori, restii ad attuare provvedimenti incisivi, sia delle disattente politiche nazionali: basti pensare che l’ultima Finanziaria destina al trasporto pubblico metropolitano appena 75 miliardi. È chiaro che occorre un forte rilancio delle politiche per la qualità urbana: noi naturalmente faremo la nostra parte mantenendo alta la pressione su chi governa le città, cominciando con le iniziative di Mal’Aria, la campagna delle lenzuola antismog, partite proprio in questi giorni".

Lampante, si diceva, l’assenza delle città del Sud dall’alta classifica di Ecosistema Urbano. Per trovare la prima città meridionale bisogna scendere al quarantaduesimo posto, occupato da Salerno che, come lo scorso anno, si conferma prima città del Sud, ma che in un anno perde 28 posizioni.

La quasi totalità delle grandi città italiane si concentra invece nel blocco intermedio: Genova (10° posto), Bologna (17°), Roma (34°), Torino (43°), Firenze (48°), Bari (54°), che occupano in sostanza il centro della classifica. Sia Milano (81° posto) che Napoli (72°) figurano invece in "zona retrocessione", relegate ancora nella fascia delle città insufficienti.

Rispetto al parametro sull’abusivismo edilizio, i cui dati si riferiscono all’intero territorio di ogni provincia, non si può non notare che le ultime dieci città sono tutte del profondo Sud. La meglio rappresentata, si fa per dire, è la Sicilia con quattro capoluoghi: Agrigento, Messina, Ragusa, Enna. Proprio il dato di Agrigento salta agli occhi, non perchè sia il peggiore, ma perchè il danno è più evidente in una città ricchissima di valori paesaggistici, storici e archeologici. Anche la discesa verticale di Salerno è in parte motivata dalla grande quantità di costruzioni abusive (4,65 abitazioni abusive ogni 1000 famiglie per tutta la provincia).

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