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Bocciati gli sgravi per le ristrutturazioni
Il rilancio dell'economia non passa solo per le grandi opere

"Qualcuno dovrebbe spiegare alla maggioranza e al Governo che il rilancio dell’economia non passa solo per le grandi opere".

Appresa la notizia che la Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha bocciato l’ipotesi di prorogare per tutto il 2002 gli sgravi (36%) sulle ristrutturazioni, Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente, ha così commentato "l’ennesima leggerezza dell’esecutivo".

"La maggioranza e il Governo - ha dichiarato Realacci - continuano a credere e a volerci far credere che la principale ricetta per il rilancio economico sia fatta di asfalto, ponti, deregolamentazione e interessate sanatorie fiscali; e sottovalutano e sviliscono intanto settori provatamente floridi. Il mercato delle ristrutturazione è uno di quelli".

Legambiente, insieme a Inu (Istituto Nazionale di Urbanistica) e Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha presentato appena pochi giorni fa una stima basata su dati Cresme secondo la quale il 60% circa degli edifici delle grandi città italiane (circa 12 milioni di abitazioni) soffre, risalendo agli anni ’50-’70, di un decadimento dovuto al termine del ciclo di vita ed avrà presto bisogno di interventi di ripristino. Ma i dati a disposizione non sono solo prospettici: gli investimenti per la ristrutturazione delle abitazioni mostrano ormai da anni una crescita costante: dal 34,3% del totale degli investimenti nell’edilizia del 1990 si è passati al 53,7% del 2001, superando le spese per la realizzazione di edifici nuovi. I piccoli cantieri aperti grazie agli sgravi Irpef sulle ristrutturazioni, poi, hanno toccato dal 1998 quota un milione e il 2001, secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanza, ne vedrà nascere 330.000.

Tutto questo crea posti di lavoro e accresce il volume d’affari del settore. In due anni (1999 e 2000) il mercato delle ristrutturazioni è cresciuto di 7.000 miliardi; stessa tendenza per il numero di lavoratori del settore che nel solo 1999 è aumentato del 2%.

"Visto dunque l’andamento del mercato, la spesa iniziale che la proroga comporta sarebbe compensata in tempi brevissimi. Ancora una volta chi ci governa sembra perdere di vista le cose veramente importanti. Era invece auspicabile - ha concluso Realacci - non solo l’approvazione della prevista proroga, ma anche l’istituzione di un sistema di sgravi e incentivi per favorire interventi edili che contribuiscono ad un più corretto consumo delle risorse, penso ai risparmi energetici e al protocollo di Kyoto, e che garantiscono alti livelli di sicurezza".

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