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Enel: anacronistico il rilancio
del carbone "Diversi elementi positivi sminuiti però da una anacronistica ipotesi di rilancio del carbone". Così Roberto Della Seta, portavoce nazionale di Legambiente, ha commentato la presentazione del bilancio ambientale dell’Enel. "Partiamo subito dall’elemento negativo di questo rapporto, ossia dal carbone - ha detto Della Seta - esprimiamo intanto perplessità sul fatto che le tecnologie in campo possano risolvere non solo in Italia, ma anche negli altri Paesi, il problema delle emissioni legate a questo tipo di combustibile: ne è la riprova il fatto che non più di un anno fa negli Stati Uniti l’amministrazione Clinton trascinò in tribunale sette giganti del settore elettrico con l’accusa di inquinamento, evidenziando come 32 centrali a carbone presenti in dieci Stati, principalmente nella parte Sud e Centro-Ovest del Paese, producessero inquinanti paragonabili a quelli di 26 milioni di macchine, l’intero parco automobilistico italiano. Anche fosse, comunque non si possono non sottolineare due elementi centrali che assolutamente portano a rigettare qualsiasi ipotesi carbone: intanto la positiva diminuzione del ricorso al petrolio operata dall’Enel in questi anni dovrebbe portare a una spinta maggiore verso le fonti rinnovabili, dove l’Italia conserva un ruolo da vera cenerentola; inoltre va dato il giusto peso ambientale anche alla compromissione del territorio che l’attività estrattiva comporterebbe soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Dunque sarebbe, questa, una scelta sbagliata su scala globale". Ma ovviamente il bilancio ambientale Enel contiene, oltre a questo elemento di criticità, anche diversi dati positivi, a partire proprio dal documento stesso che è molto chiaro e ben elaborato. "Subito si evidenzia come l’ente elettrico - ha aggiunto Della Seta - sia stato in grado in questi anni di incrementare l’uso del gas naturale e di ridurre contestualmente il ricorso all’olio combustibile". Una scelta che ha portato alla diminuzione di emissioni in atmosfera pari a ben 15 milioni di tonnellate di anidride carbonica (il 7% in meno nel decennio che va dal 1990 al 2000). All’abbattimento di anidride carbonica si accompagna poi anche la riduzione di SO2 (-34%), NOx (-52%) e polveri (-54%). Sempre in positivo si sottolinea la gestione dei rifiuti, l’estensione della certificazione Emas a un numero sempre più elevato di impianti, così come la realizzazione di progetti di riforestazione in alcuni Paesi dove l’Enel è presente con gli impianti o con i capitali. In conclusione è fondamentale proseguire sulla strada di un minor
impatto ambientale dell’energia elettrica e questo risultato si ottiene
appunto non chiedendo un maggior ricorso al carbone, ma facendosi interpreti
a livello nazionale e internazionale di una seria politica per le fonti
pulite, in grado di abbattere sia gli inquinanti che la dipendenza dai
produttori di combustibili fossili. |
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