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Energie rinnovabili: direttiva
europea Permettere un aumento della produzione elettrica derivante da fonti rinnovabili dall’attuale 6% al 12% entro il 2010 e in questo modo muovere un passo importante verso il rispetto degli obiettivi sottoscritti con il protocollo di Kyoto contro l’emissione di gas ad effetto serra. "Un impegno apprezzabile quello dichiarato dal Parlamento Europeo con l’approvazione della direttiva sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità. Ma inserire l’incenerimento dei rifiuti tra le fonti rinnovabili è assurdo e pericoloso. Tra i diversi metodi di produzione energetica non è certo quello che ha più bisogno di incentivi". La direttiva approvata chiede agli Stati membri di fissare degli obiettivi nazionali di consumo e di produzione di energia derivante da fonti rinnovabili, stabilisce che la Commissione controlli la conformità degli obiettivi nazionali in modo che, complessivamente, a livello comunitario, si pervenga ad un consumo di energia derivante da fonti rinnovabili del 12% sul totale, che si pervenga ad un consumo di elettricità derivante da fonti rinnovabili del 22,1% e che si rispettino gli obblighi comunitari relativi al cambiamento climatico. Secondariamente, la direttiva, per quanto riguarda il regime di aiuti alla produzione di elettricità prodotta a partire da fonti rinnovabili, mantiene in vigore i regimi nazionali di sostegno destinati a promuove l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili, mentre gli stati membri sono tenuti a facilitare l’inserimento nel mercato interno dell’elettricità da rinnovabili, nel pieno rispetto delle regole di concorrenza. "Purtroppo però - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - il Parlamento ha accettato di considerare l’incenerimento dei rifiuti quale fonte energetica rinnovabile, escludendo l’incenerimento della frazione non separata solo se questo è in contraddizione con l’approccio gerarchico della politica europea di gestione dei rifiuti, lasciando ampi spazi alla possibiltà di bruciare i rifiuti in genere e consentendo così il finanziamento delle lobby dell’incenerimento a scapito dell’eolico e del solare, vere e pulite fonti di energia rinnovabile". |
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