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Impianti eolici in Italia:
parole al vento "A qualcuno capita di perdere di vista l’obiettivo per il quale lotta. È il caso del Comitato nazionale del paesaggio: quelle sugli impianti eolici sono parole al vento. È un attacco assurdo e senza senso". Francesco Ferrante, Direttore Nazionale di Legambiente, ha così stigmatizzato il giudizio negativo espresso dal Comitato in materia di impianti eolici. "La collocazione di un parco eolico sul territorio italiano è certamente un fatto assai delicato e necessita di attente valutazioni. Questo non significa che si debba abdicare a questa straordinaria risorsa. Nessuno vuole piazzare casermoni grigi e scalcinati in mezzo alle colline senesi o nel Parco del Sirente Velino. Quando si concepisce un impianto eolico ci si deve concentrare sulla sua qualità, si deve puntare alla massima armonia col paesaggio. Un parco eolico deve saper caratterizzare e qualificare il territorio che lo accoglie. È la qualità degli interventi strutturali l’unica via praticabile per lo sviluppo sostenibile". "L’impatto acustico e visivo - ha aggiunto Ferrante - negli aerogeneratori di ultima generazione, si è notevolmente ridotto; limitati sono gli effetti su flora e fauna. Non bisogna poi dimenticare che una fattoria del vento in grado di generare una quantità di energia che soddisfi le necessità di circa 7.000 famiglie, risparmia all’atmosfera 22.000 tonnellate di anidride carbonica, 125 di anidride solforosa e 43 di ossido di azoto (quelle che emette invece una fonte energetica tradizionale). L’espansione dell’eolico, quindi, rappresenta uno dei passi decisivi nel cammino verso gli impegni presi col protocollo Kyoto, ma anche una notevole conquista economica, poichè permetterebbe all’Italia di affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio e dalle continue e incontrollate fluttuazioni del suo mercato". "Che poi un’associazione che si definisce ambientalista faccia della lotta agli impianti eolici il suo primo cavallo di battaglia è un pessimo segnale. L’ambientalismo non dovrebbe essere sentimentale ma scientifico: col Comitato nazionale del paesaggio ci troviamo di fronte ad un ambientalismo inutile se non controproducente, che rischia indebolire il fronte e di giustificare le accuse di integralismo". |
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