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Raffineria di Falconara,
riaprire il tavolo "Abbiamo appreso con grande soddisfazione - ha dichiarato Luigino Quarchioni, Presidente di Legambiente Marche - la notizia che il Tar ha accolto il ricorso del Comune di Falconara e della Regione Marche per annullare il decreto del Ministro dell’Industria che rinnovava anticipatamente e per 20 anni la concessione di raffinazione all’Api". "Era inaccetabile - ha aggiunto - che la scelta di autorizzare la permanenza della raffineria Api fino al 2020 fosse fatta dal Ministero in estrema "solitudine", senza il coinvolgimento attivo della Regione e degli altri enti locali, sulla cui testa si ripercuoteranno le conseguenze della stessa decisione. Ancor più, in considerazione del fatto che la riforma federalista dello Stato, riconfermata dal voto referendario di pochi giorni fa, prevede il trasferimento di questo potere direttamente alla Regione". "Siamo convinti - ha continuato Quarchioni - che la decisione del Tar renda ancor più urgente l’attuazione di un tavolo politico-istituzionale promosso dalla Regione, in questi anni latitante, con la partecipazione del Comune, della Provincia, dei Ministeri e delle forze sociali interessate per affrontare immediatamente le questioni dell’occupazione, della sicurezza e del destino finale dell’area dopo il 2008. Vogliamo saperlo presto il destino dell’area, evitando che ci si attardi in costosi studi per la delocalizzazione, ipotesi a nostro avviso irrealistica: immaginate voi una collettività disposta a ospitare l’impianto". "Si decida e si faccia presto - ha concluso - evitando di trovarci a quella scadenza senza decisioni. Intanto da subito il petrolchimico deve attuare misure chiare e verificabili per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sicurezza dell’impianto, continuando con decisione l’efficace e coraggioso programma di monitoraggio, messa in sicurezza e bonifica del sottosuolo avviato dall’Amministrazione comunale di Falconara con il supporto tecnico-scientifico dell’Arpam". |
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