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Fiuminforma 2001 Basento (Basilicata) Un fiume davvero in "cattive acque". Il Basento rischia infatti di morire, asfissiato da una moltitudine di scarichi civili e industriali che ne compromettono seriamente lo stato ecologico devastandone il naturale habitat fluviale. Questo il responso della analisi chimico-fisiche e biologiche effettuate dai tecnici di Legambiente durante i cinque giorni di monitoraggio di Fiuminforma. Dai risultati delle analisi di evince un quadro abbastanza preoccupante in quanto le acque esaminate risultano essere in condizioni ottimali (classe I) esclusivamente lungo il primo tratto nei pressi delle sorgenti a monte di Pignola. Non appena il corso d’acqua incontra le prime località urbanizzate, la qualità ecologica scade repentinamente fino a raggiungere un massimo negativo in corrispondenza dell’attraversamento del capoluogo lucano. Nella città di Potenza le condizioni ambientali del Basento risultano essere pessime (classe V, la peggiore) a causa di un gravoso apporto inquinante che stravolge drasticamente i delicati equilibri ecologici. Lasciata la città, grazie alla capacità autodepurativa del fiume si assiste ad una faticosa e lenta ripresa della qualità delle acque che da Campomaggiore a Grassano si stabilizzano in uno stato ecologico di classe III. Ciò vuol dire che il fiume risulta essere ancora perturbato e alterato in modo significativo. In prossimità di Salandra e Ferrandina assistiamo ad un peggioramento del corpo idrico che scade in classe IV accusando l’inefficiente depurazione dei reflui urbani. Da Pisticci fino alla foce metapontina le condizioni rimangono costanti su livelli scadenti (classe III) anche a causa delle numerose opere di regimentazione che annullano le possibilità autodepurative e di ripresa del corso d’acqua. Ulteriori analisi sono state effettuate dai tecnici di Legambiente sul torrente Camastra sia a monte che a valle della diga utilizzata per la captazione e la successiva potabilizzazione dell’acqua. In questo caso, fortunatamente, i valori riscontrati sono stati positivi (classe II). Il Basento risulta quindi ancora vittima degli scarichi civili e industriali che ne avvelenano le acque, ma subisce anche le aggressioni delle devastanti opere di cementificazione degli argini, dell’estrazione indiscriminata degli inerti e di una massiccia captazione idrica che stravolge il delicato equilibrio dell’ecosistema fluviale, aggravando il rischio idraulico e il dissesto idrogeologico del territorio. "I dati emersi dalla campagna Fiuminforma - ha dichiarato Gianfranco De Leo, Presidente di Legambiente Basilicata - dimostrano con evidenza che la Basilicata è ancora lontana da una corretta gestione della risorsa acqua e che risulta urgente una netta inversione di tendenza rispetto alle vecchie politiche di gestione dei bacini idrografici. Riteniamo che la priorità assoluta sia la rapida elaborazione di Piani di Bacino, unici strumenti in grado di fornire un quadro preciso dell’attuale stato di salute del territorio e chiare indicazioni sulle scelte gestionali e sugli interventi da adottare. A valle della pianificazione di bacino appare fondamentale riprogrammare le risorse finanziarie nel senso di una drastica revisione dell’impostazione ancora dominante che privilegia quasi esclusivamente obiettivi quantitativi senza considerare che più che di opere ed investimenti c’è bisogno di servizi e di gestione". "Appare ormai improrogabile - ha dichiarato Fabio Manenti, portavoce nazionale di Legambiente per Fiuminforma - affrontare il problema della gestione delle risorse idriche attraverso una accurata opera di programmazione e pianificazione dell’intero bacino idrografico, come previsto dalle recenti normative fortemente volute da Legambiente che hanno sicuramente apportato rilevanti innovazioni per una corretta gestione dell’intero ciclo delle acque. Ci auguriamo che il significato di iniziative come Fiuminforma venga recepito positivamente dalle realtà istituzionali e dagli enti preposti alla gestione del territorio e che possa essere il motivo di un confronto costruttivo volto ad una concreta riqualificazione ambientale e ad uno sviluppo sostenibile". I risultati delle analisi
Legenda
Riferimento normativo: Dlgs 11 Maggio 1999 n. 152
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