|
Fiuminforma 2001 Neto (Calabria) È una fotografia con qualche luce e molte ombre quella scattata al Neto dai biologi di Fiuminforma. In attesa che il progetto del parco fluviale si trasformi finalmente in realtà, contribuendo così a proteggere il corso d’acqua dagli scarichi inquinanti, dalle escavazioni in alveo, dalle captazioni idriche indiscriminate e dal bracconaggio, il Neto infatti deve difendersi da solo e le analisi di Fiuminforma hanno messo in luce i suoi punti di sofferenza. Analizzando uno ad uno i punti di prelievo, le acque del Neto hanno fatto registrare valori corrispondenti ad un ambiente non inquinato, o comunque non alterato in modo sensibile, nella zona più prossima alla sorgente. Infatti i campionamenti effettuati nel tratto compreso tra Croce di Magara, Farfari Germano e San Giovanni in Fiore, in località Olivaro (a monte del depuratore), rientrano nell’ambito della prima classe di qualità ecologica. Lo stato ecologico del fiume peggiora sensibilmente, passando in terza classe di qualità, all’altezza del Ponte della Cona presso San Giovanni in Fiore. In questo tratto il Neto paga lo scotto di un depuratore, quello dell’Olivaro appunto, sottodimensionato rispetto agli attuali carichi urbani e ormai obsoleto dal punto di vista tecnologico. La situazione poi, in quest’ultimo punto, è ulteriormente aggravata dalla presenza di un canale di scarico fognario non depurato e dall’utilizzo dell’alveo come discarica abusiva. All’altezza di San Giovanni in Fiore, in località Junture, la classe di qualità registrata è la seconda che descrive un ambiente con moderati sintomi di inquinamento o alterazione. Tuttavia questo miglioramento è attribuibile alle capacità autodepurative del fiume, che in quel tratto può ancora sfruttare una certa pendenza, grazie alla quale aumenta l’ossigenazione, senza trascurare il fatto che l’immissione delle acque dell’Arvo, sul quale si trova un altro depuratore, contribuisce sicuramente a diluire il carico inquinante. Continuando la discesa a valle lungo l’asta principale del Neto, la qualità delle acque del fiume torna in prima classe all’altezza di Timpa Grande, nei pressi della centrale idroelettrica dell’Enel, ma a valle di questo punto lo stato di salute del corso d’acqua soffre di un progressivo peggioramento, testimoniato dalla seconda classe registrata alla confluenza tra Neto e Lese, e dalle terze classi emerse dai tre campionamenti successivi, quelli compiuti al Ponte Nuovo di Santa Severina, al bivio per Rocca di Neto, a valle di Setteporte, e nelle vicinanze della foce, al Ponte Neto sulla strada statale 106 Jonica. Il peggioramento della qualità delle acque nel tratto più a valle del fiume è determinato dagli scarichi civili e agricoli che vengono convogliati nell’alveo del Neto senza essere depurati. In questo tratto l’ecosistema fluviale soffre anche per le attività estrattive di materiale dall’alveo, spesso compiute abusivamente, e per le captazioni d’acqua a uso idroelettrico, agricolo o industriale che, in assenza di un organismo per il coordinamento dei prelievi, spesso trasformano il fiume in un rigagnolo. In questi casi, il minimo deflusso vitale viene a mancare e la fauna fluviale muore. "Inquinamento, estrazione sistematica di ghiaia e sabbia, cementificazione degli argini e sottrazione dell’acqua per attività agricole o industriali - ha commentato Rossella Muroni, portavoce di Fiuminforma - sono i grandi nemici dei fiumi italiani, che minacciano l’habitat naturale e la salute dei cittadini, provocando frane e inondazioni, con conseguenze spesso drammatiche. Questo degrado si trascina da anni, ma i tentativi volti a porvi rimedio sono risultati finora sporadici o insufficienti. Basti pensare al fatto che la rete di monitoraggio dell’inquinamento fluviale allo stato attuale non permette un’analisi puntuale dello stato di salute di questi ecosistemi. Il monitoraggio effettuato da Legambiente sul Neto, anche se puntuale poiché ridotto nel tempo e nell’estensione, testimonia tutti i punti di sofferenza di questo fiume. Nel valutare i risultati delle analisi, è bene tenere presente, inoltre, che i campionamenti sono stati eseguiti nel corso di due giorni caratterizzati da precipitazioni piovose intense e localizzate, che hanno triplicato la portata media del fiume e probabilmente anche la sua capacità autodepurativa". "Da quando è nato, 20 anni fa, il nostro circolo è stato sempre in prima fila - ha spiegato Antonio Tata, Presidente del circolo Legambiente "Ibis" di Crotone - per salvaguardare il Neto e il suo habitat naturale. Per questa ragione ci auguriamo che la tappa di Fiuminforma in Calabria serva da ulteriore stimolo alla creazione del parco fluviale del Neto, che potrebbe trasformarsi in uno strumento per la valorizzazione del territorio attraversato dal fiume e dei suoi prodotti tipici. Il dibattito a cui ha partecipato l’Assessore regionale all’Ambiente ha rappresentato un punto di partenza importante e la disponibilità riscontrata a livello regionale su questo argomento ci fa ben sperare. Il Parco Fluviale, però, oltre ad essere uno strumento per la tutela del fiume, dovrà rappresentare un’occasione di sviluppo e di riscoperta delle tradizioni culturali e delle aspirazioni turistiche della nostra regione". La conferenza stampa è stata anche l’occasione per riparlare del fiume Esaro: "Dal 1996 ad oggi - ha aggiunto Antonio Tata - non sono stati fatti interventi sul fiume. Al contrario sembra che gli interventi previsti vadano verso una legittimazione dell’abusivismo edilizio nei pressi dell’Esaro". "La disponibilità dei fondi strutturali di Agenda 2000 - ha aggiunto Tommaso Tedesco, della segreteria di Legambiente Calabria - rappresenta un’opportunità unica che la Calabria non deve lasciarsi sfuggire per promuovere la valorizzazione delle sue grandi risorse naturali. La prospettiva da perseguire deve essere quella di uno sviluppo integrato del territorio, anche dal punto di vista agricolo e produttivo, molto più adatto alle caratteristiche del nostro patrimonio storico e ambientale. Perché ciò avvenga, però, è necessario che la scarsa programmazione che ha contraddistinto il passato lasci il posto alla capacità di fare progetti e di portare avanti proposte valide". I risultati delle analisi
Legenda
Riferimento normativo: Dlgs 11 Maggio 1999 n. 152
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
© 2001 Legambiente Maquis |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||