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Fiuminforma 2001

Pescara (Abruzzo)
15 - 22 Aprile

Il fiume Pescara è in agonia. Un intero corso d’acqua gravemente snaturato da un pesante impatto antropico non più sostenibile, che ne compromette lo stato ecologico. I mali del fiume Pescara sono da individuare ancora una volta nell’inquinamento delle acque, prodotto da un’indefinita moltitudine di scarichi civili e industriali, spesso abusivi, che riversano i loro veleni direttamente nel fiume senza alcun tipo di trattamento. Il quadro è ancora più critico se analizzato dal punto di vista dell’efficienza del sistema di depurazione esistente, ancora fortemente inadeguato e insufficiente. Un fiume usato quindi come grosso collettore fognario, ma anche come risorsa idrica da spremere fino all’ultima goccia. È questo lo scandalo del "fiume rubato", il grave problema delle captazioni idriche selvagge che prosciugano il fiume alterandone irrimediabilmente il regime, per soddisfare la grande sete degli insediamenti industriali, delle centrali idroelettriche e di un’agricoltura ancora troppo idrovora. L’indiscriminata sottrazione di acque dal deflusso naturale è una delle principali fonti di stress per i corsi fluviali, poichè diminuendo drasticamente la portata, aumenta la concentrazione degli inquinanti ed impedisce il naturale processo di autodepurazione del fiume. Infine la mancata pianificazione e una cattiva gestione del territorio hanno dato luogo ad un’urbanizzazione spesso inopportuna che ha aggravato il dissesto idrogeologico e il rischio idraulico del bacino idrografico, stimolando un frenetico interventismo idraulico che ha concepito opere di regimentazione e manomissione degli alvei finendo per alterare radicalmente l’equilibrio dell’ecosistema e trasformare il fiume in un canale privo di vita.

Questo il responso delle analisi chimico-fisiche e biologiche effettuate dai tecnici di Legambiente durante i cinque giorni di monitoraggio di Fiuminforma.

Il primo campionamento, effettuato in località Popoli sul Fiume Aterno prima della confluenza con il Pescara, ha dato un immediato responso negativo (III classe - ambiente inquinato). In riferimento a tale stazione di monitoraggio, denunciamo inoltre una gravosa antropizzazione dell’Aterno riscontrabile in notevoli interventi di rettificazione dell’alveo, una condizione particolarmente rischiosa in quanto viene accelerata notevolmente la velocità di scorrimento delle acque fluviali che, in caso di piene, acquistano potenzialità distruttive per le aree pià a valle.

Appena sgorgato dalle limpide sorgenti, il Pescara riceve le scadenti acque dell’Aterno e questo fa sì che già a valle di Popoli si riscontri ancora una III classe di qualità.

A valle della confluenza con il fiume Orta, i valori microbiologici di E. Coli aumentano in modo significativo denunciando un ulteriore apporto di inquinanti organici dovuti a scarichi civili non depurati. Il Pescara inoltre è continuamente soggetto a captazioni idriche che ne riducono significativamente la portata e di conseguenza si assiste ad una banalizzazione dell’habitat e ad una riduzione delle naturali potenzialità autodepurative del fiume. A conferma di tale osservazione, in località Cepagatti ponte Fascine e ponte Villanova, si riscontra un netto peggioramento dei parametri quali-quantitativi in studio che fanno scadere lo stato ecologico del fiume Pescara da una III classe (ambiente inquinato) ad una IV classe (ambiente molto inquinato) con valori microbiologici a dir poco sconvolgenti. Tale condizione negativa dello stato ecologico del fiume trova ulteriori evidenze anche nel centro urbano di Pescara nei pressi di Ponte D’Annunzio (IV classe), dove assistiamo inoltre alla brutale cementificazione del corso fluviale.

Il grado di inquinamento del fiume Pescara si ripercuoterà necessariamente sulla balneabilità del litorale pescarese, ove inoltre gli ultimi scellerati interventi foranei e portuali contribuiscono in modo ulteriormente negativo alla destabilizzazione dei delicati equilibri ecologici.

"Ci auguriamo che le attività di monitoraggio e di informazione sullo stato del nostro fiume, svolte in questa campagna di Legambiente - ha commentato Antonio Ricci, Presidente di Legambiente Abruzzo - rappresentino un ulteriore stimolo per le istituzioni competenti ad avviare un serio programma di disinquinamento e ripristino ambientale, migliorando l’efficienza e la gestione dei sistemi fognari e di depurazione. Sarebbe inoltre assolutamente impensabile incoraggiare interventi di ulteriore antropizzazione. Il Pescara deve pertanto rappresentare un importante elemento di valorizzazione e riqualificazione dell’intero territorio".

"I risultati di questo monitoraggio svolto da Legambiente - ha dichiarato Luzio Nelli, Segretario di Legambiente Abruzzo - confermano la gravità della situazione in cui versa l’intero bacino del Pescara. Un’emergenza ambientale che non può essere affrontata senza un’adeguata opera di pianificazione e programmazione dell’intero bacino idrografico, come previsto dalle recenti normative che hanno sicuramente apportato rilevanti innovazioni per una corretta gestione delle legge sulla difesa del territorio n. 183/89 che istituisce l’Autorità di Bacino, tra le cui competenze rientra la redazione dei piani stralcio e di bacino. L’inerzia politica delle amministrazioni preposte ha fatto però diventare questi nuovi strumenti operativi delle vere e proprie istituzioni fantasma".

"La legge 152/99 - ha dichiarato Fabio Manenti, portavoce nazionale di Legambiente per la campagna Fiuminforma - rappresenta un passo in avanti significativo per quanto riguarda la tutela delle acque. Con questa legge infatti non vengono più presi in considerazione solo i singoli inquinanti, di origine chimica o microbiologica, ma finalmente si guarda allo stato complessivo dell’ecosistema fluviale. Inoltre la stessa legge pone degli obiettivi di qualità alle Regioni che, dopo aver identificato le classi di qualità di appartenenza dei corsi d’acqua, devono stabilire ed adottare le misure necessarie per raggiungere gli standard qualitativi previsti. Guardando allora ai risultati registrati sul Pescara chiediamo di intervenire al più presto sui tratti che hanno fatto registrare classi III e IV di qualità".

I risultati delle analisi

Stazione di prelievo Stato ecologico
Popoli S.S. 17 - Fiume Aterno Classe III
Popoli - A valle centro abitato Classe III
Bussi - Stazione Fs Classe III
Tocco da Casauria - A valle captazione Enel Classe III
Bolognano - A valle confluenza fiume Orta Classe III
Scafa Classe III
Rosciano Classe IV
Cepagatti - Ponte Fascine Classe III
Cepagatti - Ponte Villanova Classe IV
Cepagatti - Contrada Buccieri Classe IV
Pescara - Ponte circonvallazione (Ponte Capacchietti) Classe IV
Pescara - Ponte D'Annunzio Classe IV

Legenda

Classe I Ambiente non inquinato o comunque non alterato in modo sensibile
Classe II Ambiente con moderati sintomi di inquinamento o alterazione
Classe III Ambiente inquinato o comunque alterato
Classe IV Ambiente molto inquinato o comunque molto alterato
Classe V Ambiente fortemente inquinato e fortemente alterato

Riferimento normativo: Dlgs 11 Maggio 1999 n. 152


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