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Fiuminforma 2001 Tevere (Lazio) L’indagine di Fiuminforma ci consegna due immagini contrapposte del fiume Tevere. Nel primo tratto, fino a metà della sua lunghezza, il bacino conserva la propria spiccata personalità e riesce a resistere al degrado grazie alla grossa portata e alla sua capacità autodepurativa, conservando una buona qualità delle acque. Le condizioni ambientali peggiorano poi vistosamente nel restante tratto dell’asta fluviale, dove risulta gravemente compromesso da un pesante impatto antropico, continuamente asfissiato da una moltitudine di scarichi civili che riversano lungo il suo corso un eccessivo carico inquinante, soprattutto laddove il corso d’acqua attraversa grossi insediamenti urbani, fino a raggiungere la soglia critica a valle della città di Roma. Il quadro è ancora più critico se analizzato dal punto di vista dell’efficienza del sistema di depurazione esistente, ancora fortemente inadeguato e insufficiente. Le carenze nel trattamento dei reflui di molti centri urbani sono evidenti se confrontate con contesti più virtuosi, dove una adeguata depurazione permette invece al fiume di smaltire l’apporto degli scarichi civili senza alterarne la qualità delle acque. Appare invece gravissima la situazione dell’affluente Aniene, oramai ridotto a un vero e proprio collettore fognario. L’inquinamento, di origine prevalentemente organica, ha infatti seriamente compromesso il delicato equilibrio dell’ecosistema fluviale. Infine, ancora troppo spesso il Tevere viene considerato una risorsa idrica da spremere fino all’ultima goccia. È questo il grave problema delle captazioni idriche selvagge che prosciugano il fiume alterandone il regime, per soddisfare la grande sete degli insediamenti industriali, delle centrali idroelettriche e di un’agricoltura troppo idrovora. L’indiscriminata sottrazione di acque dal deflusso naturale è una delle princiapli fonti di stress per i corsi fluviali, poichè diminuendo drasticamente la portata, aumenta la concentrazione degli inquinanti ed impedisce il naturale processo di autodepurazione del fiume. "La legge 152/99 - ha dichiarato Fabio Manenti, portavoce di Fiuminforma - rappresenta un passo in avanti significativo per quanto riguarda la tutela delle acque. Con questa legge infatti non vengono più presi in considerazione solo i singoli inquinanti, di orgine chimica o microbiologica, ma finalmente si guarda allo stato complessivo dell’ecosistema fluviale. Inoltre la stessa legge pone degli obiettivi di qualità alle Regioni che, dopo aver identificato le classi di qualità di appartenenza dei corsi d’acqua, devono stabilire ed adottare le misure necessarie per raggiungere gli standard qualitativi previsti. Guardando allora ai risultati registrati sul Tevere, chiediamo di intervenire al più presto sui tratti che hanno fatto registrare classi III e IV di qualità. Ci auguriamo che le attività di monitoraggio e di informazione sullo stato del fiume, svolte in questa campagna da Legambiente, rappresentino quindi un ulteriore stimolo ad avviare un serio programma di disinquinamento e ripristino ambientale, migliorando l’efficienza e la gestione dei sistemi fognari e di depurazione. Il Tevere deve rappresentare un importante elemento di valorizzazione e riqualificazione dell’intero territorio". "La campagna di analisi effettuata da Legambiente - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, Presidente di Legambiente Lazio - conferma ancora una volta l’allarme sullo stato ecologico del Tevere. Si sono quindi dimostrati insufficienti gli interventi effettuati fino ad ora per migliorare la gestione dell’efficienza dei sistemi depurativi. Nella città di Roma, secondo una recente stima, nel fiume vengono riversati gli scarichi civili di una utenza di circa 700.000 abitanti, senza alcun trattamento di depurazione e inoltre manca del tutto ogni forma di controllo sui nuovi insediamenti urbani. Noi riteniamo che il Tevere vada considerato come una tra le più importanti risorse della regione e per questo rinnoviamo la proposta, già avanzata in passato, di creare un parco fluviale interregionale che assolva alla funzione di salvaguardia della qualità delle acque del fiume e alla valorizzazione dello stesso come elemento fondamentale del paesaggio". I risultati delle analisi
Legenda
Riferimento normativo: Dlgs 11 Maggio 1999 n. 152
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