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Fiuminforma 2001

Tevere (Lazio)
17 - 26 Maggio

L’indagine di Fiuminforma ci consegna due immagini contrapposte del fiume Tevere. Nel primo tratto, fino a metà della sua lunghezza, il bacino conserva la propria spiccata personalità e riesce a resistere al degrado grazie alla grossa portata e alla sua capacità autodepurativa, conservando una buona qualità delle acque. Le condizioni ambientali peggiorano poi vistosamente nel restante tratto dell’asta fluviale, dove risulta gravemente compromesso da un pesante impatto antropico, continuamente asfissiato da una moltitudine di scarichi civili che riversano lungo il suo corso un eccessivo carico inquinante, soprattutto laddove il corso d’acqua attraversa grossi insediamenti urbani, fino a raggiungere la soglia critica a valle della città di Roma.

Il quadro è ancora più critico se analizzato dal punto di vista dell’efficienza del sistema di depurazione esistente, ancora fortemente inadeguato e insufficiente. Le carenze nel trattamento dei reflui di molti centri urbani sono evidenti se confrontate con contesti più virtuosi, dove una adeguata depurazione permette invece al fiume di smaltire l’apporto degli scarichi civili senza alterarne la qualità delle acque.

Appare invece gravissima la situazione dell’affluente Aniene, oramai ridotto a un vero e proprio collettore fognario. L’inquinamento, di origine prevalentemente organica, ha infatti seriamente compromesso il delicato equilibrio dell’ecosistema fluviale.

Infine, ancora troppo spesso il Tevere viene considerato una risorsa idrica da spremere fino all’ultima goccia. È questo il grave problema delle captazioni idriche selvagge che prosciugano il fiume alterandone il regime, per soddisfare la grande sete degli insediamenti industriali, delle centrali idroelettriche e di un’agricoltura troppo idrovora. L’indiscriminata sottrazione di acque dal deflusso naturale è una delle princiapli fonti di stress per i corsi fluviali, poichè diminuendo drasticamente la portata, aumenta la concentrazione degli inquinanti ed impedisce il naturale processo di autodepurazione del fiume.

"La legge 152/99 - ha dichiarato Fabio Manenti, portavoce di Fiuminforma - rappresenta un passo in avanti significativo per quanto riguarda la tutela delle acque. Con questa legge infatti non vengono più presi in considerazione solo i singoli inquinanti, di orgine chimica o microbiologica, ma finalmente si guarda allo stato complessivo dell’ecosistema fluviale. Inoltre la stessa legge pone degli obiettivi di qualità alle Regioni che, dopo aver identificato le classi di qualità di appartenenza dei corsi d’acqua, devono stabilire ed adottare le misure necessarie per raggiungere gli standard qualitativi previsti. Guardando allora ai risultati registrati sul Tevere, chiediamo di intervenire al più presto sui tratti che hanno fatto registrare classi III e IV di qualità. Ci auguriamo che le attività di monitoraggio e di informazione sullo stato del fiume, svolte in questa campagna da Legambiente, rappresentino quindi un ulteriore stimolo ad avviare un serio programma di disinquinamento e ripristino ambientale, migliorando l’efficienza e la gestione dei sistemi fognari e di depurazione. Il Tevere deve rappresentare un importante elemento di valorizzazione e riqualificazione dell’intero territorio".

"La campagna di analisi effettuata da Legambiente - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, Presidente di Legambiente Lazio - conferma ancora una volta l’allarme sullo stato ecologico del Tevere. Si sono quindi dimostrati insufficienti gli interventi effettuati fino ad ora per migliorare la gestione dell’efficienza dei sistemi depurativi. Nella città di Roma, secondo una recente stima, nel fiume vengono riversati gli scarichi civili di una utenza di circa 700.000 abitanti, senza alcun trattamento di depurazione e inoltre manca del tutto ogni forma di controllo sui nuovi insediamenti urbani. Noi riteniamo che il Tevere vada considerato come una tra le più importanti risorse della regione e per questo rinnoviamo la proposta, già avanzata in passato, di creare un parco fluviale interregionale che assolva alla funzione di salvaguardia della qualità delle acque del fiume e alla valorizzazione dello stesso come elemento fondamentale del paesaggio".

I risultati delle analisi

Stazione di prelievo Stato ecologico
Pieve S. Stefano - A monte abitato Classe II
Pieve S. Stefano - A valle abitato Classe II
San Sepolcro Classe II
S. Lucia Classe II
Umbertide Classe II
Ponte Felcino Classe II
Ponte S. Giovanni - A valle depuratore Classe IV
Torgiano Classe II
Ponte Nuovo Classe II
Pontecuti Classe II
Alviano Classe II
Attigliano Classe II
Otricoli Classe III
Orte Classe II
Magliano Sabina Classe IV
Stimigliano Classe II
Torrita Tiberina Classe II
Nazzano P.N.R. Classe II
Castel Giubileo Classe IV
Capo Prati Classe IV
Isola Tiberina Classe IV
Ponte Marconi Classe IV
GRA sull'Ostiense - A valle depuratore Roma Sud Classe IV
Fiumicino - Ramo destro foce Tevere Classe IV
Fiumicino - Fiumara Grande Classe IV
Lunghezza Classe IV
Ponte Mammolo Classe IV
Parco Aniene Classe IV
Ponte Lucano Classe IV

Legenda

Classe I Ambiente non inquinato o comunque non alterato in modo sensibile
Classe II Ambiente con moderati sintomi di inquinamento o alterazione
Classe III Ambiente inquinato o comunque alterato
Classe IV Ambiente molto inquinato o comunque molto alterato
Classe V Ambiente fortemente inquinato e fortemente alterato

Riferimento normativo: Dlgs 11 Maggio 1999 n. 152


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