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Fiuminforma 2001 Volturno (Campania) Sono ancora tanti i mali che affliggono il Volturno. Il più importante corso d’acqua del Mezzogiorno è messo in seria crisi soprattutto dall’inquinamento prodotto da una moltitudine di scarichi fognari che ne compromettono lo stato ecologico. Ma il grande fiume conserva ancora la sua spiccata personalità e nonostante tutto riesce faticosamente a resistere, grazie alla sua capacità autodepurativa, al degrado indotto da una depurazione ancora inefficiente o del tutto assente. Appare invece gravissima la situazione dei suoi affluenti, che per la loro ridotta portata risentono maggiormente dell’impatto inquinante degli scarichi civili e industriali. L’indagine mostra anche dei fiumi feriti da un uso sconsiderato del territorio. In aree a sempre elevata densità abitativa, il processo finora inarrestabile di urbanizzazione caotica e disordinata ha spesso compromesso i fragili equilibri dell’ecosistema fluviale. Rimangono gravi anche i problemi legati alla continua estrazione degli inerti alluvionali dall’alveo del fiume che hanno ormai innescato un processo avanzato di erosione delle coste. Dal quadro emerso dalle analisi effettuate, in conformità al Dlgs 152/99, sul fiume Volturno, si evincono condizioni qualitative comprese tra ambienti con moderati sintomi di inquinamento ed ecosistemi alterati. Il programma tecnico scientifico ha previsto una serie di undici stazioni di monitoraggio relativamente al fiume Volturno, due in riferimento al fiume Sabato, due al fiume Calore ed una rispetto al Torrente Isclero. I parametri chimico-fisici, microbiologici, e quelli di Indice Biotico Esteso sono stati elaborati ed integrati al fine di permettere una puntuale classificazione dello stato ecologico dei diversi tratti fluviali in esame. In riferimento ai primi cinque punti di campionamento sul Volturno, dal tratto fluviale in prossimità delle sorgenti in località Roccaravindola sino al comune di Amorosi, abbiamo accertato condizioni ecologiche stabilmente assestate in valori corrispondenti a moderati sintomi di perturbazione (II Classe) in accordo con fenomeni di urbanizzazione non ancora particolarmente gravosi per la qualità delle acque. Scendendo verso valle, nel beneventano e nell’avellinese, il Volturno riceve le confluenze dei fiumi Calore (III - IV Classe) e Sabato (V Classe) e soprattutto quest’ultimo verte in pessime condizioni in conseguenza di una preoccupante inadempienza dei sistemi depurativi locali. A tale proposito, un determinante riscontro proviene dalle analisi microbiologiche riguardanti le concentrazioni batteriche di Coliformi fecali che aumentano vertiginosamente dopo che i due fiumi attraversano i centri urbani di Benevento ed Avellino. Stesso discorso per il fiume Isclero (IV Classe) che, insieme al Calore e al Sabato, contribuisce significativamente ad un ulteriore apporto inquinante per il Volturno il quale, inevitabilmente, "accusa il colpo" passando da una II ad una III Classe di qualità (ambiente inquinato) che rimarrà invariata sino alla foce. "I problemi del Volturno - ha commentato Michele Buonomo, Direttore Generale di Legambiente Campania - rappresentano fedelmente i disagi territoriali delle aree geografiche da esso attraversate. La mancata pianificazione del territorio rischia di compromettere irreversibilmente e a breve termine il fragile equilibrio del corso d’acqua. Sarebbe assolutamente incosciente e rischioso proporre interventi di ulteriore antropizzazione in quanto il fiume fino ad oggi è riuscito a conservare il suo corso naturale, imponendosi negli spazi a lui dovuti. Il Volturno deve pertanto rappresentare un importante elemento di valorizzazione e riqualificazione dell’intero territorio". "L’Autorità di Bacino Medio Tirreno (fiumi Liri Garigliano e Volturno) - ha dichiarato il Prof. Giuliano Cannata, segretario generale dell’Autorità di Bacino - sta per completare il piano stralcio delle aree a rischio che rappresenta il compito più importante assegnatole. È in corso un grande programma di monitoraggio e recupero della qualità delle acque, connesse con il controllo delle captazioni in confronto alle risorse disponibili. I mali del Volturno sono accentuati dal mancato decollo dell’Ente d’Ambito Campania 1 che avrebbe dovuto far funzionare il servizio idrico integrato che invece ha registrato piena attuazione nell’Ambito Campania 3 (Sarnese Vesuviano). La rapida entrata in funzione di questa attività di pianificazione e controllo viene a coincidere con la rapida trasformazione socio-economica del territorio che ha fatto cessare di colpo quella domanda di spazio, suolo e ambiente tipica della società paleoindustriale. L’Autorità di Bacino apprende con estremo interesse il lavoro svolto da Legambiente e si impegnerà a farne tesoro in un prossimo futuro". "La nostra iniziativa di accurato monitoraggio e informazione sulle tematiche ambientali - ha dichiarato Fabio Manenti, portavoce nazionale di Fiuminforma di Legambiente - ci rende profondamente coscienti dei fattori che compromettono il territorio nazionale. Riteniamo pertanto che il lavoro svolto da Legambiente sia decisamente recepito da tutti coloro che intendano contribuire ad un futuro ecosostenibile". I risultati delle analisi
Legenda
Riferimento normativo: Dlgs 11 Maggio 1999 n. 152
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