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Genova: in campo il diritto di manifestare
Subito un tavolo Governo - Comune - Genoa Social Forum

"Emerge finalmente, sui media e nelle stanze del potere, la necessità di garantire il fondamentale diritto di quanti andranno a Genova per manifestare pacificamente il loro dissenso ed esprimere una diversa idea della globalizzazione".

Legambiente ha commentato così le ultime dichiarazioni del Ministro Ruggiero e dello stesso Berlusconi di "apertura" ai gruppi e alle associazioni che chiedono il rispetto, anche nei giorni del G8, delle libertà garantite dalla Costituzione.

"Chi contesta il potere e le decisioni degli otto grandi della terra e propone modelli alternativi e più democratici di governo del pianeta - ha affermato Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente - non può essere trattato alla stregua delle poche minoranze violente del movimento "anti-global". Per questo è necessario che gli organizzatori del G8, Governo e Comune di Genova, si riuniscano al più presto con i rappresentanti del "Genoa Social Forum" per discutere e definire in concreto i modi delle manifestazioni. Il movimento di contestazione al G8 ha un cuore non-violento e costruttivo: non fa solo critica sterile e generica alla gestione oligarchica dei processi globali, ma avanza proposte alternative per una via diversa, solidale ed eco-sostenibile, allo sviluppo".

Per Legambiente, è giunto il momento che il dibattito sul G8 non si esaurisca più negli allarmi più o meno drammatizzati sui rischi per l’ordine pubblico.

"Noi vogliamo - ha continuato Ferrante - che si cominci a parlare di contenuti, e per questo insieme ad Arci, Mani Tese, Uisp, Acli, Ics, Rete Di Lilliput, Tavola Della Pace abbiamo condensato in una petizione, otto richieste ai capi di Stato e di governo che s’incontreranno a Genova. Chiediamo la ratifica immediata del Protocollo di Kyoto sui mutamenti climatici, la cancellazione del debito dei Paesi poveri, la ridefinizione dei poteri del Wto, il rafforzamento e la democratizzazione dell’Onu, la messa al bando delle armi all’uranio impoverito, la moratoria per gli Ogm, la riduzione delle spese militari, la tassazione delle speculazioni finanziarie. Sono questioni capitali, che intendiamo portare alla ribalta e sulle quali aspettiamo risposte impegnative dalle forze politiche, sociali e culturali. Il destino dell’umanità non può essere lasciato nelle mani di un’èlite spesso più interessata agli interessi economici di pochi che al benessere effettivo delle persone".

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