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Manfredonia, processo dell'ex
Enichem Con l’udienza preliminare, subito rinviata al 22 Novembre, si è aperto il capitolo "Manfredonia" per i dodici funzionari dell’ex Enichem che saranno chiamati a rispondere di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni e omissioni di controllo per il gravissimo incidente del 26 Settembre del 1976, in seguito al quale si registrarono negli anni a seguire 16 morti sospette tra i lavoratori. Un’esplosione di una torretta dello stabilimento fece disperdere 10 tonnellate di arsenico, 60 tonnellate d’acqua e 18 di ossido di carbonio con la conseguente esposizione alle pericolossime esalazioni per 1639 operai. Legambiente, costituitasi parte civile al processo, chiede giustizia per i sedici morti e che venga effettuata una valutazione ambientale più approfondita che garantisca il diritto dei cittadini alla salute nonchè la bonifica di tutta l’area prima che venga reindustrializzata e sulla quale tra l’altro è stata ubicata la Vetreria Sangallo. La zona di Manfredonia (secondo dati Oms), registra 98.209 abitanti, tra le attività degli occupati nell’area il 15% è attivo nell’industria e in un quadro generale della mortalità si registra un eccesso di mortalità per tumore allo stomaco nei maschi (39 osservati rispetto a 27 attesi) e un aumento di tumori alla laringe, tumori maligni alla pleura (3 decessi rispetto a 1 atteso) e di mielomi multipli (4 casi rispetto a 2,2 attesi) per le donne, in aumento così come le leucemie (12 casi rispetto ai 9,9 attesi). Da uno studio recente dell’Oms in via di pubblicazione risulta inoltre una crescita di malattie non tumorali per l’apparato genito-urinario (41 casi osservati rispetto ai 26,6 attesi). Lo stesso studio ritiene che "gli eccessi riscontrati possono essere indicativi di effetti dalle esposizioni da arsenico, ed in particolare all’emergere dei primi effetti a lunga latenza che potrebbero aggravarsi nel corso degli anni successivi". Ad una bassa mortalità generale, comune a tutte le regioni del Sud, si contrappone quindi un eccesso di mortalità per alcune patologie specifiche e non solo: 306 ettari di superficie a terra e 859 ettari di superficie a mare sono inquinati da rifiuti altamente tossici che esigono di essere bonificati. "L’area in questione - ha dichiarato Angela Lobefaro, della segreteria di Legambiente Puglia - è stata inserita dalla legge 426/98 tra le 14 zone di interesse nazionale da bonificare. Nel Programma Nazionale delle Bonifiche è previsto per la Puglia un finanziamento di 120 miliardi dallo Stato (il 50% del finanziamento totale) che comprende la bonifica di tutti quei siti a rischio come Manfredonia, Brindisi, Bari e Taranto. Da una recente stima del Ministero dell’Ambiente risulta però che solo per lo stabilimento di Manfredonia sarebbero necessari 200 miliardi". |
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