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Campagna per il libero accesso al mare
Legambiente rilancia la questione del "mare negato"

"La sentenza della Cassazione rappresenta una grande vittoria degli ambientalisti e di tutti gli amanti del mare. Finalmente si sta scrivendo la parola fine al mare negato, un diritto violato e calpestato per troppi anni. È assurdo trasformare il mare in una piscina privata chiudendo i passaggi che consentono liberamente ai cittadini di giungere sulle nostre coste".

Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente ha rilanciato la questione "mare negato" dopo la sentenza della Cassazione sullo Sbarcatello. E proprio dalla Maremma, Legambiente attraverso l’ufficio nazionale di Festambiente, ha lanciato la campagna "Liberiamo gli accessi al mare".

Chiamando allo 0546/22130, cittadini, associazioni, turisti e bagnanti possono segnalare spiagge e cale rese inaccessibili perché sbarrate e con gli accessi privatizzati. Inoltre è possibile anche segnalare tutti i casi di abuso della costa e delle concessioni demaniali: dall’Argentario alla Sicilia, alla Sardegna, alla Costa Amalfitana.

"Ci sono situazioni simili a quelle dello Sbarcatello - ha dichiarato Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore della campagna - in diverse zone d’Italia che non possono essere avallate dal silenzio. Altri esempi sono proprio in Toscana (Castiglioncello, Castagneto, l’isola d’Elba). Il nostro paesaggio, il nostro territorio è caratterizzato da calette e da angoli unici al mondo, negarli alla fruizione è un atto incivile e ingiusto".

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