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Processo di Marghera: ingiustizia è fatta
Tutti assolti i dirigenti, Legambiente ricorrerà in appello

"Ingiustizia è fatta. È assurdo che un delitto di tale portata non sia considerato reato".

Così Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente, ha commentato la sentenza assolutoria per i 28 dirigenti ed ex dirigenti Montedison, Enimont ed Enichem accusati delle centinaia di morti e malattie di operai del petrolchimico di Porto Marghera, a causa di tumori legati alla lavorazione di cvm e pvc e dell’inquinamento di suolo e laguna.

"Sono morti - ha ricordato Realacci - 62 autoclavisti, 71 insaccatori e altri 24 operai che hanno fatto entrambi i mestieri. È accertato che i vertici dell’azienda conoscevano l’alto rischio di contrarre tumori per chi lavorava a contatto con queste sostanze. E altrettanto evidente è l’inquinamento e la contaminazione dell’area del petrolchimico e della laguna. La battaglia legale insomma non finisce qui: siamo parte civile al processo, ricorreremo in appello".

"La vertenza petrolchimico non si gioca esclusivamente in tribunale. Lo avevamo già detto - ha proseguito Realacci - i crimini del petrolchimico non si affrontano solo con la via giudiziaria. Le maggiori risposte, immediatamente, devono arrivare dal versante politico e da quello industriale. Sarebbe davvero scandaloso se Governo e imprese si facessero scudo di questa sentenza per eludere la necessità della bonifica e dei risarcimenti che oggi, a maggior ragione, devono essere certi, rapidi ed efficaci".

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