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Obiettivi di Kyoto possibili e vantaggiosi
Basta puntare sull'affrancamento dai combustibili fossili

"Kyoto non è un obiettivo da illusi". Così Ermete Realacci ha replicato alle opinioni di Altero Matteoli, che giudica irraggiungibili i livelli di abbattimento delle emissioni inquinanti previste dal protocollo di Kyoto.

"È chi sostiene l’impossibilità di raggiungere quegli obiettivi - ha dichiarato Realacci - che prende in giro i cittadini: il tetto previsto dal protocollo di Kyoto per le emissioni di CO2 è certamente raggiungibile, a patto che si intraprenda una coraggiosa politica di innovazione tecnologica, di riduzione dei consumi e di rinnovamento delle fonti di energia. In Europa abbiamo un caso lampante che dimostra come l’investimento sulle fonti rinnovabili produca una riduzione notevole di emissioni di gas serra: in Germania, dal 1990 al 1999 si è assistito ad una riduzione del 13,4% delle missioni di CO2, il tutto a fronte di un intensa politica di valorizzazione dell’energia eolica e di quella solare, settori nei quali la Germania è oggi all’avanguardia, con ben 2.290.000 mq di pannelli solari istallati e 6.113 Mw prodotti dal vento. È l’Italia che in materia si trova in ritardo, con una superficie di soli 244.000 mq di collettori solari e solo 427 Mw di energia eolica".

"Matteoli si inganna ancora quando afferma che gli USA sono più pragmatici, a meno di voler intendere l’asservimento della politica agli interessi delle multinazionali del petrolio come una forma di pragmatismo".

"A voler essere pragmatici - ha sottolineato Realacci - si dovrebbe piuttosto puntare sull’affrancamento del sistema Italia dai combustibili fossili, per i quali dipendiamo dal mercato internazionale molto più di quanto ne dipendano gli USA, con una produzione interna assai più ridotta. Puntare sul risparmio energetico, sull’energia eolica e solare, sulla cogenerazione, renderebbe l’Italia più forte economicamente, in possesso di tecnologie all’avanguardia nel mondo e libera dalle fluttuazioni del mercato petrolifero che incidono quotidianamente sui costi di produzione, di trasporto e quindi sui prezzi al consumo di pressochè tutti i prodotti".

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