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Ponte sullo stretto e variante di valico
Per affrontare il problema dei trasporti sono altre le priorità

"Se si vuole fare demagogia, le priorità individuate da Lunardi possono andare bene. Se invece si vuole affrontare seriamente il problema dell’arretratezza delle infrastrutture in Italia, per migliorare l’efficienza dei trasporti delle merci e delle persone e per accorciare le distanze che ci separano dall’Europa, le esigenze sono ben altre".

Così Roberto Della Seta, Portavoce Nazionale di Legambiente, ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi.

Secondo Legambiente i problemi concreti non riguardano le autostrade, ma lo squilibrio modale esistente nel nostro Paese, con i tre quarti delle merci e delle persone che si muovono su strada. Situazione responsabile dell’intasamento del traffico stradale, di consumi energetici elevatissimi e di un fortissimo impatto dovuto alle emissioni di anidride carbonica dannose per il clima. In Europa questo squilibrio è dimostrato in modo esplicito dal fatto che i paesi confinanti con l’Italia si rifiutano di far transitare i nostri tir carichi e richiedono lo spostamento delle merci sui treni.

"È necessario intervenire concretamente - ha dichiarato Della Seta - per rimodernare il sistema ferroviario a partire dal Sud del Paese, e il ponte sullo Stretto non risolverebbe i drammatici problemi di mobilità del Mezzogiorno".

La Sicilia ha infatti solo 105 km di rete ferroviaria a doppio binario e solo la metà è elettrificata. Nel 1998 la velocità commerciale sulla rete ferroviaria era ancora di 24 km/h. Non è quindi lo stretto di Messina il collo di bottiglia dei trasporti tra la Sicilia e la Penisola. Il contributo dato dalla costruzione del Ponte, in termini di risparmio nel tragitto ferroviario tra Napoli e Palermo, sarebbe di circa 30 minuti. Investimenti della stessa entità sul tracciato Napoli-Villa San Giovanni o Messina-Palermo nel raddoppio dei binari porterebbero ad un risparmio in termini di tempo di circa 2 ore. Se si vuole rendere efficiente e competitivo il Mezzogiorno, si deve puntare sull’intermodalità, sul rilancio dei traffici marittimi e sulla riorganizzazione della rete ferroviaria.

"Quanto al ruolo del Ministero dell’Ambiente - ha concluso Della Seta - la valutazione d’impatto ambientale non è una graziosa concessione fatta agli ambientalisti, ma un obbligo fissato dall’Unione Europea. Pare quindi strano che il Governo italiano possa sottrarvisi".

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