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Sardegna: mareggiata al Poetto
Necessario arretrare i manufatti oggi sulla spiaggia

Dopo la mareggiata che ha colpito la spiaggia del Poetto, il 10 Novembre scorso, Legambiente ha chiesto alla Provincia di Cagliari e a tutti gli enti competenti un aggiornamento del programma di riqualificazione dell’area che assegni la priorità alla ricostituzione di un equilibrio nell’ecosistema costiero. Nel corso di un sopralluogo i tecnici di Legambiente hanno rilevato che le onde sono giunte sino alla strada travolgendo tutto ciò che era stato costruito nella zona di espansione naturale dei frangenti, investendo gli stabilimenti in muratura e spostando i chioschi presenti sull’arenile.

Purtroppo se l’evento è stato eccezionale l’effetto si sarebbe invece potuto prevedere a causa dello stato di abbandono della spiaggia e di anni di azioni su un ambiente così delicato. Da tempo gli studiosi avevano infatti denunciato diversi problemi.

Negli ultimi decenni sono scomparse le dune di retrospiaggia che si estendevano nella parte occidentale e orientale estrema del Poetto, in prossimità di Marina Piccola, del Lido, del Margine Rosso, sostituite da strade, case e altri manufatti. È scomparso del tutto il cordone di spiaggia, cioè l’accumulo di sabbia che rappresentava il limite dei massimi frangenti delle grandi mareggiate, sostituito dalla strada litoranea. Inoltre un importante ruolo per il Poetto è stato quello del promontorio della Sella del Diavolo: le arenarie mioceniche hanno rappresentato spesso la sola fonte di approvvigionamento di sabbie per l’alimentazione della spiaggia e lo stesso promontorio consente il cosiddetto "effetto baia" nella dinamica marina. La modificazione morfologica del promontorio ed in particolare delle piattaforme di abrasione ha portato a profonde modificazioni della dinamica generale del sistema.

In sostanza il mare ha pensato bene di ricordare a tutti che non si può occupare la spiaggia e che la strada attuale si trova sulla linea dei massimi frangenti. Pertanto il progetto di riqualificazione (per un importo di 30 miliardi di lire assegnati alla Provincia di Cagliari) non può limitarsi alla sola ricostituzione della battigia, con modeste quantità di sabbia, ma vi è l’urgenza di un programma di arretramento di tutti i manufatti realizzati sulla spiaggia.

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