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Legambiente "boccia"
il Ministro Nesi La decisione di andare avanti con il progetto di Tunnel per la tangenziale di Mestre "provocherà disastri". "Solo fretta e superficialità - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - possono spingere nella direzione di un’opera definita, da una commissione tecnica decisa dalla Regione Veneto, inadeguata da un punto di vista funzionale, con gravissimi problemi di tipo idrogeologico e statico, per i problemi legati ai corsi d’acqua, alla falda superficiale e ai fenomeni di alluvionamento e subsidenza che caratterizzano le aree attraversate". "Serve una verifica seria - ha aggiunto Realacci - che superi le contraddizioni politiche tra Governo, Regione Veneto e Comuni, per fare un confronto serio tre le diverse ipotesi sul tappeto". "Fanno da contorno a questo quadro autostrade come la Milano-Brescia, la Pedemontana veneta e la Pedemontana lombarda che dimostrano tutta l’arretratezza del dibattito sui trasporto in Italia. Progetti vecchi, sbagliati e inadeguati a risolvere i problemi infrastrutturali del Paese e in netta contraddizione con la filosofia del Piano Generale dei Trasporti che il Parlamento dovrà approvare nelle prossime settimane". La variante di valico, opera pensata 20 anni fa, non ha avuto neanche una vera e propria valutazione di impatto ambientale, ma solo una verifica parziale fatta negli anni ‘80. Un’opera prevista a pochi chilometri dai cantieri dell’Alta Velocità nel Mugello che proprio per un progetto e una VIA inadeguate stanno provocando ritardi di anni e un vero e proprio un disastro ambientale, oggetto di indagine delle Procure di Bologna e Firenze, evidenziando la fragilità idrogeologica di quel tratto di Appennino. Legambiente ribadisce l’esigenza di chiarezza su caratteri tecnici, impatto ambientale, costi delle due ipotesi. Per quanto riguarda l’E 55 Ravenna Venezia che qualcuno indica come 17a opera, ma che pare non essere nell’elenco del Ministro Nesi, l’unico progetto di massima finora conosciuto, sia pure soltanto attraverso le pagine dei giornali locali, è quello assai datato sulla direttrice Ravenna - Alfonsine - Ariano Polesine, con gravissimi problemi di tipo idrogeologico e statico, con un pesante impatto con il Parco del Delta del Po, con problemi derivanti dall’attraversamento di un territorio oggetto di bonifica recente (1966) e con vaste aree a oltre due metri sotto il livello del mare e con fenomeni di subsidenza di varie origini. Questo mentre la vera priorità stradale dell’area resta il completamento della ristrutturazione della Statale 16 Ravenna-Ferrara, ancora incompiuta dopo un’attesa di oltre 30 anni. |
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