|
Progetto per 10.000 tetti
fotovoltaici Li aspettavamo da tre anni e finalmente, qualche giorno fa, il Ministero dell’Ambiente, attraverso una conferenza stampa, a cui era presente anche il nobel Rubbia e il comico Beppe Grillo, ha annunciato che partirà il programma dei diecimila tetti fotovoltaici. Il ritardo accumulato è notevole, ne ha risentito in particolare l’industria del settore, e la dimensione del progetto è ancora modesta (in Germania si opera per 100.000 tetti), ma comunque è un primo passo per fare conoscere le fonti rinnovabili e la loro utilità per contrastare l’effetto serra. La proposta prevede un finanziamento da parte dello stato del 75% dell’investimento fatto per l’installazione del pannello e la possibilità, per chi installa i pannelli, di farsi mettere un secondo contatore con il quale si conteggeranno i Kw prodotti attraverso il sole, che poi verranno scontati dalla bolletta. A questo primo passo devono ora seguire azioni ben più significative se veramente si vuole mettere in campo una politica energetica capace di rispettare gli obiettivi di Kyoto sulla riduzione dei gas di serra. Tanto per incominciare il progetto dei 10.000 tetti deve essere portato alla conoscenza dell’opinione pubblica, che sappiamo è, per scarsità di informazioni, ancora scettica sull’affidabilità di questa tecnologia. Sarebbe opportuno che il Ministero dell’Ambiente facesse, come hanno già fatto altri ministeri, uno spot televisivo sul programma, magari utilizzando un personaggio come Grillo. Successivamente andranno definiti obiettivi più ambiziosi per l’insieme delle rinnovabili facendole diventare il cuore di una nuova politica energetica. Per realizzare tutto ciò servono più investimenti, più ricerca e soprattutto nuovi e più efficaci strumenti. Decisivo sarebbe ad esempio passare da un meccanismo come quello previsto dal programma dei 10.000 tetti, che sostanzialmente finanzia il 75% dell’investimento, a un sistema come quello previsto dalla legge tedesca o spagnola sulla promozione delle rinnovabili, che prevede per chi installa un pannello fotovoltaico o altra fonte rinnovabile, di potere vendere al gestore della rete l’energia elettrica prodotta e di poterlo fare ad un prezzo, differenziato a seconda della maturità economica delle varie rinnovabili, che remunera però anche il vantaggio ambientale che l’investimento in rinnovabili comporta e di cui ne beneficia tutta la società. In questo modo ad esempio un Kw generato da un pannello fotovoltaico viene pagato dal gestore della rete 1000 lire e non le 300 previste dal doppio contatore dei diecimila tetti. Tutto ciò consente un più rapido rientro dell’investimento fatto, maggiore accesso al credito e una maggiore attenzione non solo alla installazione (come avviene se si finanzia il 75% di essa come per il programma 10.000 tetti) ma alla effettiva produzione di energia elettrica in quanto più se ne produce e più si guadagna. Con queste proposte cercheremo dunque di qualificare questo primo passo compiuto verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e in particolare del solare. |
|
|
|
© 2001 Legambiente Maquis |
||