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Commissari o appalti straordinari?
Forse un modo subdolo per dare vita a nuovi cantieri

"Sembra uno scherzo, un Governo che incentiva il traffico privato e i trasporti su gomma e poi mostra di farsi in quattro per combatterne i danni: siamo al pianto del coccodrillo".

Roberto Della Seta, portavoce nazionale di Legambiente, ha così commentato la decisione del Consiglio dei Ministri di dichiarare lo stato di emergenza ambientale a Venezia, Milano e Messina.

"Senza negare che nelle tre città esistano situazioni critiche, che Legambiente da anni denuncia, il provvedimento ci appare bizzarro e oscuro. Cosa distingue il traffico caotico, l’inquinamento di Milano da quello di Palermo o Roma? Forse l’insofferenza di Albertini di fronte alle normali procedure per la realizzazione delle opere pubbliche. E perchè attribuire poteri straordinari ad un commissario per Messina quando il drammatico afflusso di tir nel centro urbano poteva essere ridotto con una gestione meno inetta del traffico pesante? Forse perchè si vuole arrivare all’apertura dei lavori per il Ponte con le spalle coperte".

"Siamo alle prese con un Governo schizofrenico: mentre Matteoli esalta il protocollo di Kyoto, Lunardi scarica sulle strade tonnellate di anidride carbonica".

La legge Lunardi, fiore all’occhiello del Governo, è cucita addosso al nord Italia e agli interessi dei costruttori: i soldi messi in campo per le grandi opere vedono infatti un nord pigliatutto: per ogni miliardo destinato alle infrastrutture, circa 700 milioni finiranno in cantieri settentrionali. L’Italia da Bologna in giù, isole comprese, deve spartirsi quel che resta. E non c’è solo sproporzione tra nord e sud, ma anche tra treno e gomma, tra utile ed inutile. Per le ferrovie gli unici lavori di spessore sono ancora una volta al nord e relativi quasi esclusivamente all’Alta Velocità. Al contrario il potenziamento e l’adeguamento della rete nazionale merci e passeggeri viaggia a ritmi lentissimi.

"Nelle mura urbane poi - ha spiegato Della Seta - il trasporto pubblico, tanto malandato, va privilegiato logisticamente ed economicamente. Le spese connesse non debbono essere scontate con l’aumento del costo dei biglietti, come sembrerebbe volere il viceministro Martinat: si causerebbe un ulteriore disamoramento. Piuttosto andrebbero ammortizzate disincentivando quello privato, all’abuso del quale si debbono ogni anno ingentissime spese ambientali e sanitarie".

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