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Variante di valico: progetto
arretrato "È un progetto sbagliato sotto tutti i punti di vista: la valutazione di impatto ambientale ne ha dimostato l’inadeguatezza sotto l’aspetto tecnico e funzionale, che porterà ad avere due percorsi nello stesso tratto appenninico. Non solo, questa sarà la prima opera a beneficiare della deregulation sui controlli proposta dal Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi nella legge obiettivo". Così Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente, ha commentato la decisione del Governo di dare il via ai lavori per la variante di valico. "Il Consiglio dei Ministri - ha dichiarato Zanchini - ha approvato un progetto degli anni ’80, annullando in blocco tutte le prescrizioni che la commissione VIA aveva fatto su un progetto già giudicato inadeguato. Con eccezionale tempestività il Governo ha approfittato della sentenza del Tar del 21 Luglio scorso, "cancellando" il decreto firmato dall’ex Ministro dell’Ambiente Bordon per dare il via libera ad un’opera antiquata e assurda dal punto di vista tecnico e funzionale". In questo modo ci troveremo tra qualche anno nel tratto appenninico 2 percorsi: la vecchia autostrada esclusivamente dedicata alle auto e la nuova infrastruttura (più diretta e con meno pendenze), una camionabile aperta anche alle auto. Questa soluzione rende infatti inevitabile, per motivi funzionali ribaditi dalla Società Autostrade, tenere in funzione il tracciato attuale con tutti i problemi di sicurezza noti. Le prescrizioni al progetto della Società Autostrade, spazzate via dalla decisione del Consiglio dei Ministri, riguardavano l’apertura delle cave, l’impatto sulla falda e gli interventi di mitigazione ambientale lungo il tracciato. Imponevano di ridefinire il tracciato per 4 km dopo Rioveggio perchè era previsto un passaggio in viadotto con piloni sull’alveo del fiume Setta in un’area SIC (Sito di Importanza Comunitaria) ai margini del Parco Regionale di Monte Sole; creavano le condizioni per la dismissione del vecchio tracciato, fortemente impattante per rumore e inquinamento rispetto all’abitato di Rioveggio e all’area cosiddetta sensibile del Mugello che sta già subendo forti danni per i lavori dell’alta velocità che hanno determinato l’abbassamento delle falde e il prosciugamento delle sorgenti e soprattutto per l’impatto rilevante legato alle cave e al passaggio dei camion. "Ad aggravare la situazione - ha aggiunto Zanchini - il fatto che questa sarà la prima opera i cui cantieri usufruiranno della deregulation sui controlli proposta dal Ministro Lunardi nella legge obiettivo, con un disegno di legge che prevede di fatto la limitazione dei controlli sui residui di scavo "che non costituiscono rifiuti anche quando contaminati durante il ciclo produttivo" e che ora potranno essere controllati solo nei siti di destinazione finale, eliminando in questo modo quei controlli sui cantieri che avevano recentemente portato al blocco dei lavori della Tav tra Firenze e Bologna. Appare quindi evidente un caso di conflitto d’interessi tra le verifiche operate dalla Magistratura sui progetti realizzati dalla società Rocksoil di Lunardi e la nuova normativa proposta dallo stesso Ministro". |
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