|
Ambiente Day, l'Italia non
è in vendita "Nel nostro Paese si registra un crescendo di indignazione di fronte all’ipotesi che tanta parte dei beni del nostro patrimonio pubblico vengano venduti ai privati per pagare le opere del Ministro Lunardi. È assurdo vendere i beni di famiglia ed è ancora più assurdo farlo per pagare opere inutili come il Ponte sullo Stretto o la Livorno-Civitavecchia. Per questo Legambiente è scesa in piazza per una mobilitazione nazionale che da Trieste a Capo D’Orlando, da Giannutri a Brindisi ha dato voce all’indignazione di tanti cittadini italiani che, se dovessero andare in porto i progetti del Ministro, si ritroverebbero un po’ meno italiani. Del resto se l’identità di un popolo cresce e viene alimentata dal patrimonio pubblico, venderlo equivale a vendere non solo un pezzo di Paese, ma anche un po’ della propria identità, del proprio senso di comunità. Ecco perché l’Italia non è in vendita". Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente, ha spiegato il successo del centinaio di manifestazioni che hanno portato in piazza migliaia di persone lungo tutto lo Stivale. "Legambiente ha scelto di mostrare così il suo dissenso e la sua preoccupazione verso quelle politiche, nazionali o locali, che mettono a sacco il Paese. Con manifestazioni che hanno visto insieme Legambiente, l’Arci, i Social Forum, tanti comitati di cittadini e singole persone indignate per la svendita del Paese". A Roma i volontari di Legambiente hanno inscenato, sotto il Ministero delle Finanze, un’asta con tanto di banditore e riproduzioni dei beni in vendita, per piazzare sul mercato i principali monumenti e beni naturali. A Napoli storici d’arte e professionisti, vestendo i panni di agenti immobiliari, hanno guidato potenziali acquirenti nella Certosa di S. Martino. E poi ancora manifestazioni e dibattiti a Capo d’Orlando, Varese, Desenzano, Milano, Verona, Trieste, Giannutri, Comacchio, Arezzo, Sartenano, Narni, Latina, Brindisi, Gallipoli, Molfetta, Agrigento, Siracusa, Cagliari, Venezia, Ravenna, Palermo, Messina, Matera, Reggio Emilia, Foggia, Bari e altri centri ancora. |
|
|
|
© 2002 Legambiente Maquis |
||