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Il bilancio ambientale del Governo
Legambiente traccia il bilancio di un anno di Governo

Ad un anno dalle elezioni che hanno portato al potere la compagine di centrodestra, Legambiente ha tracciato un bilancio complessivo dell’impatto sull’ambiente dell’operato dell’esecutivo. Ecco, dalla A alla Z, l’alfabeto contronatura del Governo.

Aree protette: ben poco è stato fatto per recuperare i ritardi ereditati dal precedente Governo nel rilancio delle aree protette. Ancora da istituire i Parchi nazionali della Sila e dell’Alta Murgia. Non ancora costituiti gli organi di gestione dei Parchi del Cilento, del Pollino e della Maddalena. Gli stanziamenti previsti per le aree protette, poi, vengono decurtati, per gli anni 2002, 2003 e 2004, del 10,43%, con una perdita secca di 12,4 miliardi l’anno.

Bilancio: nella Finanziaria 2002 il Ministero dell’Ambiente fa la parte della cenerentola. Rispetto ad un Ministero dei Trasporti che è passato da 12.000 miliardi di lire della precedente Finanziaria a circa 17.000, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio beneficia di poche centinaia di miliardi di lire in più a fronte di nuove rilevanti competenze.

Cartolarizzazione: è lo strumento che, attraverso il decreto Tremonti, apre la strada alla svendita dei beni culturali per finanziare opere pubbliche. Insomma, all’asta gli Uffizi per fare il Ponte sullo Stretto, o palazzo Barberini per realizzare qualche viadotto sull’autostrada Livorno-Civitavecchia.

Deregulation: imperativo categorico dell’Esecutivo, in barba a qualsiasi garanzia di trasparenza ed equità.

Energia: ci riparlano del nucleare, cercano di farci credere che il carbone con gli anni è diventato pulito, lasciano solo le briciole per le fonti rinnovabili. La stessa ratifica del protocollo di Kyoto per il contenimento dell’effetto serra, in corso nelle aule parlamentari, rischia poi di restare lettera morta, visto che le politiche del Governo, dall’energia ai trasporti, ne ignorano gli impegni.

Frankenstein: non è stato prorogato, nella parte che riguarda gli animali, il divieto di clonazione. Senza più moratoria e senza ancora una legislazione in materia si rischia di dare il via libera ad una sperimentazione selvaggia, a una sorta di fattoria dei mostri.

Gare d’appalto: ne potranno fare a meno le concessionarie di grandi opere pubbliche al momento di distribuire fino al 60% dei lavori. Nessun limite poi nella gestione dei subappalti. Un colpo di spugna su regole e garanzie che cercavano di limitare le infiltrazioni mafiose. L’allarme arriva, oltre che da Legambiente, dalla Commissione Antimafia e dal Procuratore Nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna.

Infrastrutture: il settore in cui più alto sarà il prezzo che pagherà il nostro territorio. Grandi opere a fiumi che rispondono più alla brama di fare di Lunardi e soci che alle esigenze reali del Paese. Un esempio: il Governo ha il pallino dell’autostrada Livorno Civitavecchia, ma Regione Toscana e Comuni non ne vogliono sapere. Lo sbilanciamento verso il trasporto su gomma è evidente: dei fondi previsti per i prossimi tre anni, ogni 1000 euro spesi, 700 andranno a strade e autostrade.

Km orari: troppi morti sulle strade? Il Governo ha la soluzione: andare più veloce. Nel nuovo codice della strada il limite in autostrada passa dai 130 ai 150 km orari.

Legge Delega: in discussione in Parlamento, il Disegno di Legge C. 1798 prevede il conferimento al Governo di una delega per rivedere i testi unici ambientali (rifiuti e bonifica dei siti contaminati, tutela delle acque e gestione delle risorse idriche, difesa del suolo, aree protette, specie protette, valutazione di impatto ambientale). L’uso dello strumento delega è assolutamente inopportuno perchè limita la discussione e il confronto su temi importanti come quelli ambientali.

Monnezza: ce n’è per tutti i gusti. Dal tentativo di cancellare l’obbligo per le imprese di compilare le dichiarazioni e i registri di carico e scarico per i rifiuti (con conseguente perdita di ogni traccia della produzione di circa 44 milioni di tonnellate di rifiuti speciali), fino all’equiparazione della disinfezione alla sterilizzazione nello smaltimento in discarica di rifiuti ospedalieri, con la conseguenza (visto che la prima non contempla, a differenza della seconda, l’omogeneizzazione del rifiuto) di aprire la porta delle discariche a resti di organi, tessuti, fino ad arti amputati.

Protezione ambiente: l’Anpa (Agenzia Nazionale Protezione Ambiente) ha subito attacchi gravissimi. Prima attraverso il commissariamento, che ha portato alla guida dell’Agenzia un anti-ambientalista come Renato Angelo Ricci, convinto nuclearista che ha sempre minimizzato il problema dei gas serra e di fatto boicottato l’avvicinamento italiano a Kyoto. Ora, dopo l’affossamento, si passa alla fase due: l’Anpa resta senza consiglio di amministrazione.

Quattro soldi: tanti sono quelli che la Finanziaria ha previsto per il cosidetto "Decreto Sarno" (DL 180/1998) per la prevenzione del rischio idrogeologico e gli interventi più urgenti e prioritari di difesa del suolo. Vengono infatti ridotti di 200 miliardi di lire i fondi per gli anni 2002 e 2003, rinviando al 2004 i fondi cancellati.

Ricerca: è stato ridotto di 50 milioni di euro rispetto alla Finanziaria 2001 il fondo che alimenta gli Enti e gli Istituti di ricerca, mentre il finanziamento ordinario delle Università si ridurrà di 100 milioni di euro nel 2003 e 2004. Per la ricerca di base il finanziamento è ridotto di oltre la metà. Per quanto riguarda le Università l’articolo 12 blocca tutte le assunzioni per il 2002, perfino per i concorsi già in corso di svolgimento.

Sanatoria: quella attivata per i reati ambientali nel provvedimento per l’emersione del lavoro nero. Si smantella di gran lena la normativa ambientale. Si ferma inoltre la contrazione del mercato del mattone selvaggio: la causa è il clima condonista che da subito si è respirato nelle stanze del potere (ad esempio il famigerato art. 71, poi cancellato, della Finanziaria che prometteva di sanare costruzioni abusive sul demanio). Il ritorno del Governo Berlusconi, quello che ha firmato l’ultimo condono edilizio, è coinciso con la realizzazione di 28.000 costruzioni illegali.

Trasporti: pm10 in emergenza in tutte le città. Il Governo corre ai ripari stanziando per il 2002 l’ingente somma di 30 milioni di euro per il trasporto urbano. Una media di 370.000 euro per ognuna delle 103 città capoluogo di provincia. Abbastanza, dunque, per realizzare qualche metro di nuove linee tranviarie o di metropolitana.

Valutazione di impatto ambientale (VIA): la procedura che deve garantire la sostenibilità delle opere pubbliche e che la Legge Obiettivo, applicandola al solo progetto preliminare e lasciando l’ultima parola al Cipe, riduce a puro passaggio burocratico.

Zero: il voto che Legambiente dà all’azione ambientale del Governo Berlusconi ad un anno dalle elezioni.

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