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Castelnuovo di Porto, no
all'ecomostro "È una vittoria contro un progetto imbarazzante, un ecomostro di Stato". Così Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente, ha commentato la scelta del Dipartimento della Protezione Civile di rinunciare a trasformare il centro polifuzionale di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, in una megastruttura per ospitare iniziative legate al semestre di presidenza italiana della Unione Europea. "Una scelta saggia che libera il Paese da quel progetto tragicomico: si aggiungevano infatti al paradosso di un centro della Protezione Civile costruito in un’area di prima esondazione del Tevere e dunque a rischio di inondazione, altre strutture da realizzare, grazie al potere d’ordinanza, in deroga ad una trentina di leggi sulla tutela del territorio. La rinuncia del Governo al progetto è anche una vittoria di Legambiente: da tempo denunciamo la pericolosità del progetto. Adesso però resta il potere d’ordinanza". Lo Stato riconosce alla Protezione Civile un potere di ordinanza che, in occasione di calamità naturali o catastrofi, le consente, proprio in virtù dell’eccezionalità degli eventi, di scavalcare le leggi. Ma grazie alla legge 9 Novembre 2001 n.401 questo potere straordinario viene esteso anche ad eventi ordinari: i cosiddetti grandi eventi, cioè quelle manifestazioni, celebrazioni, incontri che il Governo definirà tali. D’ora in avanti si potranno così realizzare edifici, strade, sbarramenti artificiali senza una valutazione di impatto ambientale e scavalcando tutte le leggi in materia, il tutto pagato dalla Protezione Civile: potenziali danni al territorio fatti coi soldi di chi quel territorio dovrebbe tutelarlo. "Con questa legge dunque i leggittimi superpoteri della Protezione Civile vengono estesi anche a situazioni che niente hanno di emergenziale e sono anzi programmate con ampio anticipo. Si tratta di un provvedimento pericoloso che va senza dubbio cancellato". |
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