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Ascoli Piceno: Legambiente parte civile
Nel processo per la morte di 12 operai all'Sgl Carbon

12 morti sospette per tumore. Accusa di omicidio e lesioni colpose. Inquinamento per preoccupanti concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici, di cui è stata accertata la cancerogenità. Poli industriali sempre più spesso sinonimo di rischio per la salute umana. È solo una delle tante battaglie di Legambiente che si costituisce parte civile al processo contro gli ex dirigenti dello stabilimento tedesco-americano Sgl Carbon di Ascoli Piceno. L’intenzione di Legambiente è denunciare la situazione dei poli industriali in Italia, che si rendono colpevoli non solo di un ambiente di lavoro insalubre e pericoloso per i lavoratori, ma, ancora più grave, per gli abitanti delle zone limitrofe al sito industriale.

"Il nostro Paese - ha dichiarato Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente - è stato tristemente protagonista di uno sviluppo disordinato, fortemente industriale e senza piani regolatori. Legambiente da anni lotta per una rivisitazione della normativa che regoli lo sviluppo industriale con un occhio di riguardo per i lavoratori e l’ambiente circostante. Sta diventando sempre più un’emergenza, da Porto Marghera passando per il petrolchimico di Gela, fino all’incendio dell’ex Ilva, la necessità di monitorare e tenere sotto controllo le emissioni di questi bisonti della chimica, nonchè bonificare e delocalizzare per tenere lontano dai centri abitati, per quanto possibile, il rischio di inquinamento. Indubbiamente si richiede una politica coraggiosa e preventiva per quei numerosi casi di industrie pericolose che si trovano nei pressi dei centri cittadini".

È riduttivo dunque introdurre solo accorgimenti utili a ridurre la diffusione di polveri, fumi, gas e vapori inquinanti, soprattutto in virtù del fatto che troppo spesso le industrie fanno orecchie da mercante rendendosi responsabili di gravi misfatti.

"A questo proposito Legambiente - ha dichiarato Luigino Quarchioni, Presidente di Legambiente Marche - ha più volte elaborato una sua proposta. Quello che ci vorrebbe è un tavolo di concertazione locale, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, che indichi velocemente i tempi e le modalità di una riconversione dei posti di lavoro, la bonifica dell’area da parte degli stessi operai ed una riqualificazione urbanistica che ne vede il recupero in parte a verde attrezzato, come previsto dal vecchio PRG approvato nel 1972 ed in parte ad area archeologica industriale e di spazi fieristici".

L’esempio del processo Elettrocarbonium - Sgl Carbon di Ascoli indica chiaramente quale dovrà essere il modello di sviluppo nei prossimi anni. L’immenso valore rappresentato dalle numerose aree di industria pesante, la cui produzione sta segnando ormai il passo, potrà essere riutilizzato ad Ascoli, come in molte altre località, per far crescere la qualità della vita e cercare nuovi spazi per uno sviluppo armonico e più attento ai valori della cultura e dell’ambiente.

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