|
Il Ministro Urbani attacca
l'energia eolica "Assurdo e grottesco. Il Ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani si scaglia contro la diffusione di una delle forme di energia più economiche e pulite, in nome di un frainteso senso estetico e lascia correre senza freno le devastazioni reali che distruggeranno il paesaggio del nostro Paese". "Siamo tra i più arretrati d’Europa - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - per quanto riguarda le fonti di energia rinnovabili. Assurdo per un Paese che ha tutte le caratteristiche per ospitare in modo adeguato impianti eolici. Peccato che in oltre un anno il Governo non abbia messo mano alla presentazione delle linee guida necessarie per la corretta integrazione delle pale nel paesaggio. D’altronde parliamo dello stesso Urbani che in un anno non ha fatto nulla per la pianificazione paesistica né per evitare lo svuotamento della valutazione di impatto ambientale, favorendo così pure la progettazione di megacentrali elettriche e di nuove autostrade". In Germania l’eolico rappresenta una realtà affermata e produttiva con ben 8.766 megawatt, ma spicca anche in Paesi come la Spagna (4.172 MW) e la Danimarca (2.579 MW). La collocazione di un parco eolico sul territorio italiano è certamente un fatto assai delicato e necessita di attente valutazioni. Questo non significa però che si debba abdicare a questa straordinaria risorsa. Quando si concepisce un impianto eolico ci si deve concentrare sulla sua qualità e si deve puntare sulla massima armonia col paesaggio. Un parco eolico deve saper caratterizzare e qualificare il territorio che lo accoglie. "Il Governo - ha aggiunto Ferrante - è infatti in clamoroso ritardo per l’approvazione delle linee guida e le Regioni devono ancora fissare le regole necessarie a definire siti adatti agli impianti eolici: il resto è pura demagogia". L’espansione dell’eolico rappresenta uno dei passi decisivi nel cammino verso gli impegni presi col protocollo di Kyoto, ma anche una notevole conquista economica, poichè permetterebbe all’Italia di affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio e dalle continue e incontrollate fluttuazioni del suo mercato: una fattoria del vento in grado di generare una quantità di energia che soddisfi la necessità di circa 7.000 famiglie risparmia all’atmosfera 22.000 tonnellate di anidride carbonica, 125 di anidride solforosa e 43 di ossido di azoto (quelle che invece emette una fonte energetica tradizionale). |
|
|
|
© 2002 Legambiente Maquis |
||