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Legge Lunardi: ricorso alla Consulta
Emilia-R. e Toscana ricorrono alla Corte Costituzionale

"Sarà la Corte Costituzionale a bloccare la legge obiettivo: insieme alla Regione Toscana, anche l’Emilia-Romagna ha infatti deciso il ricorso alla Consulta".

"Ancora prima che la Lunardi venisse approvata - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - ne additavamo la sospetta incostituzionalità, sottolineandone il palese conflitto col nuovo corso federalista del nostro Paese: le Regioni e le Amministrazioni locali vengono infatti estromesse dalle decisioni in materia di grandi opere e scavalcate dal Governo. Quella della Toscana e dell’Emilia-Romagna è stata una importantissima decisione che segnerà il destino di quell’assurda legge. Bravo dunque alla Regione Emilia-Romagna e speriamo che sia, insieme alla Toscana, da esempio per le altre Regioni innescando una catena di ricorsi. Quello che è certo è che Legambiente sosterrà l’azione delle due Regioni: ricorreremo anche noi, ad adiuvandum, alla Corte Costituzionale".

Proprio Legambiente aveva chiesto nelle scorse settimane alle Giunte regionali di Emilia-Romagna e Toscana di contrastare la linea del Ministro Lunardi ricorrendo alla Corte Costituzionale contro la legge obiettivo.

"L’obiettivo del Governo è chiaro - hanno dichiarato Edoardo Zanchini, Responsabile Nazionale Trasporti, Piero Baronti e Luigi Rambelli, Presidenti di Legambiente Toscana ed Emilia-Romagna - velocizzare le procedure per la realizzazione delle grandi opere e puntare sul rilancio delle autostrade. Scelte e numeri dicono che dal 2002 al 2004 ad autostrade e strade andranno il 60% degli investimenti contro il 27% per le ferrovie. Per gli oltre 250 interventi approvati a fine Dicembre dal CIPE è prevista una normativa straordinaria, dall’impianto fortemente centralista, che guarda alla compatibilità e alla valutazione di impatto ambientale come ad un vincolo da aggirare. Si tratta di una scelta "tragica" che porterà nuovi disastri ambientali oltre a quelli provocati nel Mugello dai lavori dell’alta velocità".

Legambiente non si è limitata a dire dei no. Ha presentato proposte precise per la mobilità. Allo scopo di fronteggiare l’emergenza infinita dello smog e l’aumento dei gas serra, Legambiente chiede ai Presidenti delle due Regioni scelte decise e visibili per la rete infrastrutturale leggera, la manutenzione di strade e ferrovie, il trasporto collettivo, la costruzione e gestione di piste ciclabili, tram, metro, incentivi a chi usa i mezzi collettivi, le bici e per lo sviluppo del telelavoro.

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