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Raffinerie Sicilia: alta presenza di metalli
I risultati di un'indagine promossa da Legambiente Sicilia

Un’elevata concentrazione di metalli nelle raffinerie di Milazzo e Gela e di idrocarburi nelle aree portuali: è questo il risultato di uno studio promosso da Legambiente Sicilia. L’indagine condotta dall’Arpa, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, ha rivelato che le due raffinerie sono a rischio per l’elevata concentrazione di metalli (cobalto e nichel), mentre una significativa presenza di idrocarburi è stata registrata nelle aree portuali, con in testa Portogrande (Siracusa).

Gli idrocarburi rappresentano un’indicazione di inquinamento da petrolio e sono composti organici contenenti sostanze chimiche, tra cui il benzopirene, ad alta tossicità, che entrano a far parte della catena alimentare. Anche l’isola di Favignana, nelle Egadi, e Fontane Bianche, nel siracusano, le meno contaminate, non sono esenti da tracce di idrocarburi, pur trattandosi di composti più leggeri.

"La Sicilia - ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente - si trova al centro dei trasporti petroliferi che attraversano il Mediterraneo, ma non esiste un riconoscimento dei datti provocati all’ambiente. Inquinare costa poco, ci sono navi anche modernissime che affondano e gli armatori vengono risarciti, solo l’ambiente non viene risarcito".

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