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Porto Tolle, l'Enel scelga il metano
Non si può bitumizzare il Parco del Delta del Po

"Bitumizzare il Parco del Delta del Po, ecco cosa vorrebbe fare l’Enel. La conversione della centrale di Porto Tolle a Orimulsion è la solita svendita dell’ambiente e della salute in nome di miseri interessi economici di parte".

Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente, ha così commentato il progetto di "ambientalizzazione" della centrale Enel di Polesine Camerini.

"Il Parco del Delta del Po, una delle più importanti zone umide italiane, dove, peraltro, sono stati individuati oltre 20 siti di importanza comunitaria, sta per essere condannato all’estinzione. Se verrà realizzato il progetto di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle che prevede l’utilizzo di Orimulsion - ha dichiarato Ferrante - l’impatto sul territorio e sul delicatissimo ecosistema del Delta sarebbe catastrofico".

"Basti pensare alla movimentazione via mare - ha aggiunto - del combustibile necessario al funzionamento della centrale, circa 210 tonnellate all’ora, oppure ai 60 camion che quotidianamente usciranno dall’impianto per smaltire il calcare derivante dalla combustione del bitume. O ancora alle emissioni in atmosfera: l’Orimulsion, emulsione di bitume naturale prodotto in Venezuela, è un combustibile molto economico, ma ricchissimo di zolfo e metalli pesanti. Una volta attivata, la centrale libererà nell’aria 300 mg di SO2, 100 di NOx e 30 di polveri per ogni metro cubo di emissioni. Quantità minori rispetto a quelle prodotte dall’olio combustibile, ma non certo paragonabili a quelle che otterremmo con la conversione a metano (niente polveri, niente SO2 e solo 88 mg per metrocubo di NOx). Tanto più che, seppure al di fuori del perimetro del Parco del Delta del Po, la centrale ne è pur sempre al confine e la legge istitutiva ne prevede espressamente l’alimentazione a gas metano e ad altre fonti di pari o minore impatto ambientale".

"Non esiste soluzione alternativa al metano - ha dichiarato Angelo Mancone, Presidente di Legambiente Veneto - l’Orimulsion sarebbe una piaga per il Delta: i danni ambientali derivati dalla combustione e quelli indiretti dovuti all’approvvigionamento e allo smaltimento degli scarti di lavorazione ne altererebbero irreparabilmente l’equilibrio. Contro questo piano c’è già, sul versante emiliano, un fronte unito del quale fa parte anche il Parco del Delta dell’Emilia-Romagna. La salute del Polesine non può essere subordinata alle economie dell’Enel o ai tornaconto degli amministratori".

"Si tratta - ha aggiunto Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna - di un progetto che minaccia l’economia del Delta che vive su natura, turismo e agricoltura. L’intero sistema turistico e la pesca dell’Alto Adriatico sarebbero sottoposti ad un grave rischio. Basti pensare a cosa può accadere se una sola di queste "carrette" sversa il suo contenuto in mare. È necessario reagire con forza a questo progetto sciagurato".

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