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Sicilia: nessun riordino,
solo una sanatoria "In Sicilia non si vuole affatto "riordinare". Riconoscere legittimità a chi ha violato la legge non è riordino, ma riedificazione delle coste e sanatoria degli abusi. Una sanatoria tanto accurata che si spinge a condonare persino quello che la sanatoria edilizia Berlusconi-Radice del ’94 non ha voluto sanare". Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente, ha così condannato il cosiddetto decreto di riordino delle coste approvato dalla Giunta siciliana. "Stiamo studiano questo provvedimento - ha aggiunto - che ci pare in odore di incostituzionalità". Le abitazioni abusive costruite sulle coste siciliane (sia in aree demaniali che in aree non demaniali) dopo il condono Berlusconi-Radice del 1994 sono 50.987 per una superficie di 764 ettari e un valore di mercato di 3 miliardi e mezzo di euro. "Il Governo regionale con puntualità sta ricomponendo il puzzle di leggi - ha dichiarato Beppe Messina, Segretario di Legambiente Sicilia - che consentirà l’avvio di una nuova cementificazione e una sanatoria indisciminata su tutte le coste della Regione". Il disegno di legge trova la sua sponda nella nuova finanziaria che contiene perfino una privatizzazione delle zone demaniali delle coste. "Ciò che non è previsto dal disegno di legge approvato dalla giunta sul riordino delle aree demaniali, spunta dal cilindro del legislatore siciliano in un disegno di legge, il 298 collegato alla finanziaria dal titolo "Norme in materia urbanistica, interventi nel settore abitativo, ambientale, del turismo e dello sport". Qui - ha dichiarato Mimmi Fontana, della segreteria di Legambiente Sicilia e responsabile del settore territorio - si fa riferimento proprio alla sdemanializzazione degli immobili costruiti sul demanio". "Più che a principi certi sul riordino delle coste ci troviamo davanti le solite leggi a maglie aperte che consentiranno una nuova sanatoria generalizzata che darà il via a una nuova colata di cemento nelle spiagge di tutta la regione". |
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