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Treno Verde 2002

Ancona
(20-23 Febbraio)

È un’Ancona dal volume davvero troppo alto quella che emerge dai risultati delle analisi del Treno Verde sull’inquinamento acustico ed atmosferico in città. Nelle 72 ore di monitoraggio, il rumore nella zona selezionata in collaborazione con Arpam ha raggiunto i 71,8 decibel nella fascia diurna e i 67,9 in quella notturna, superando in entrambi i casi i limiti imposti dal DPCM 14/11/1997 che prevede un limite massimo di 65 decibel nelle ore diurne e di 55 in quelle notturne. Questo dato è ancora più eclatante perchè per le scuole, così come ospedali e parchi, in base alle normativa vigente esistono limiti più restrittivi, pari a 50 a 40 decibel rispettivamente nel periodo diurno e notturno. Il Comune di Ancona, l’unico nelle Marche ad aver realizzato la zonizzazione del territorio, ha inserito però la zona della scuola nella fascia ad intensa attività umana, facendo la scelta di isolare gli studenti all’interno della scuola dietro doppi vetri, piuttosto che deviare il traffico o spostare la sede.

"Pur essendo un monitoraggio spot - ha commentato Gianluca Della Campa, responsabile del Treno Verde - il dato che è emerso dalle nostre analisi sull’inquinamento acustico è molto preoccupante e rafforza la nostra convinzione che sia necessario ripensare le strategie della mobilità nelle nostre città. È chiaro infatti che l’inquinamento acustico rilevato nella zona di via Vecchini è la diretta conseguenza del notevole traffico veicolare. Le auto, insomma, non solo avvelenano i nostri polmoni, ma rischiano anche di renderci sordi".

L’exploit dell’inquinamento acustico di Ancona non deve però far passare in secondo piano il dato relativo allo smog. Il vento e la pioggia dei giorni scorsi hanno dato una mano alla città, contribuendo a diminuire la concentrazione di inquinanti nell’aria, ma l’allarme di qualche settimana fa non può essere liquidato con misure sporadiche e isolate come le targhe alterne o i blocchi domenicali al traffico automobilistico. Il limite di legge per il Pm10, fissato come obiettivo annuale a 40 microgrammi per metrocubo, nei tre giorni di monitoraggio ad Ancona è stato superato in due casi.

"Per tutti gli altri inquinanti - ha precisato Stefano Silvano, responsabile del laboratorio mobile di RFI - si sono invece avute concentrazioni ben lontane dalle soglie di attenzione. Il valore di concentrazione oraria più alta si è avuto per il Biossido di Azoto, che ha raggiunto il valore di 106 microgrammi per metrocubo".

"Quello del Pm10 - ha aggiunto Luigino Quarchioni, Presidente di Legambiente Marche - continua ad essere un problema concreto, che non può essere accantonato con il passare dell’emergenza. Ancona è una città ammalata di traffico, ma non in coma irreversibile. È evidente che se la cura non viene somministrata subito, le conseguenze potrebbero essere pesanti. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale dimostri coraggio e mantenga fede agli impegni presi, varando rapidamente dei provvedimenti che vadano ben al di là delle solite misure palliative".

Inquinamento atmosferico

Inquinanti 20/2 21/2 22/2 Limiti di legge
Pm10
(media 24h)
48 39 55 Obiettivo
di qualità 40
Biossido di Zolfo
(media 24h)
15,7 7,62 6,48 Attenzione 125
Allarme 250
Biossido di Azoto
(picco orario)
106,0 79,4 101,0 Attenzione 200
Allarme 400
Monossido di Carbonio
(picco orario)
3,89 1,87 2,85 Attenzione 15
Allarme 30
Ozono
(picco orario)
72,9 79,4 56,4 Attenzione 180
Allarme 360
Idrocarburi non metanici
(media di 3h)
376 404 n.d. Attenzione 200

Valori espressi in µg/m3, tranne il monossido
di carbonio espresso in mg/m3. Riferimenti
normativi: DPCM 28/03/1983 e DM 25/11/1994

Inquinamento acustico

Periodo 20/2 21/2 22/2 Limiti di legge
Media ore diurne (6-22) 70,9 71,8 71,4 65
Media ore notturne (22-6) 64,3 64,2 67,9 55

Valori espressi in decibel. Riferimento
normativo: DPCM 14/11/1997


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