|
Treno Verde 2002 Bari Pianificare, pianificare, pianificare. È questa l’accorata esortazione rivolta all’amministrazione comunale di Bari dal Treno Verde di Legambiente. Il monitoraggio degli inquinanti ha rilevato una concentrazione media oraria delle famigerate polveri sottili sempre superiore al limite dei 40 microgrammi per metrocubo, mentre le altre sostanze prese in considerazione si sono mantenute al di sotto dei livelli di attenzione. "La posizione del laboratorio mobile, all’interno del parcheggio delle ferrovie - ha dichiarato Vittorio Valentini, responsabile del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI - non ha favorito un efficace monitoraggio della qualità dell’aria, in quanto distante dal movimento veicolare presente nelle strade vicine e chiuso dal muro di cinta e dal cavalcavia. Va sottolineato inoltre che il traffico in via Capruzzi ha raggiunto un livello significativo solo Venerdì, mentre Sabato e Domenica è stato meno intenso, registrando incrementi consistenti solo in alcune ore del giorno". "Le nostre città devono riuscire a scrollarsi di dosso la dipendenza asfissiante dalle automobili che le caratterizza - ha dichiarato Rossella Muroni, portavoce del Treno Verde - per uscire da questo vicolo cieco servono seri piani del traffico che prevedano, ad esempio, parcheggi di scambio in periferia, linee di trasporto pubblico veloci, rapide ed efficienti e una rimodulazione della mobilità nell’ambito della quale il trasporto privato faccia strada al trasporto pubblico. Dalla stagione dei blocchi del traffico sporadici e occasionali, quasi sempre legati alle condizioni meteorologiche, bisogna passare a una mobilità più spedita, più sana, più sicura. Legambiente ha fatto la sua proposta formulando dieci richieste per lasciarci alle spalle una volta per tutte il problema dell’inquinamento atmosferico". I segnali più recenti, nel caso di Bari, non inducono all’ottimismo. Ecosistema Urbano 2001 ha messo in luce l’ulteriore peggioramento che ha caratterizzato la già precaria situazione del trasporto pubblico, delle isole pedonali e delle piste ciclabili della città. "Non si tratta di chiedere sacrifici a nessuno - ha dichiarato Angela Lobefaro, Segretaria di Legambiente Puglia - ma piuttosto di passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, in grado di garantire risultati durevoli nel tempo. Bisogna cioè disegnare una città più a misura dei suoi cittadini, a vantaggio di una maggiore qualità di vita per tutti. Chiediamo dunque all’amministrazione comunale di darsi finalmente da fare e di intervenire con determinazione in questa materia, invece di non fare nulla, perdendo tempo prezioso nel tentativo di boicottare le nostre iniziative, come purtroppo è avvenuto in occasione dell’arrivo del Treno Verde". L’assessorato all’ambiente, infatti, ha opposto un rifiuto immotivato alla richiesta di occupazione di suolo pubblico, costringendo Legambiente a una lunga ricerca per individuare un’area privata idonea ad ospitare il laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI. "In 14 edizioni del Treno Verde un caso del genere non si era mai verificato - ha commentato Rossella Muroni - evidentemente il Comune di Bari ha frainteso il senso della nostra iniziativa, che non intende emettere verdetti, bensì stimolare l’azione delle amministrazioni pubbliche, delle aziende private e di tutti i cittadini nella direzione della salvaguardia del patrimonio culturare e della promozione di uno sviluppo sostenibile. Se il Comune di Bari cambierà rotta, saremo i primi a dargliene atto, ma fino ad allora continueremo nella nostra azione critica e propositiva". Inquinamento atmosferico
Valori espressi in µg/m3,
tranne il monossido Inquinamento acustico
Valori espressi in decibel. Riferimento
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
© 2002 Legambiente Maquis |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||