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Treno Verde 2002 L'Aquila L’aria dell’Aquila è pulita, ma se la concentrazione delle sostanze inquinanti dovesse aumentare nessuno sarebbe in grado di lanciare l’allarme. Il capoluogo abruzzese, infatti, è privo di una struttura in grado di monitorare costantemente lo smog. Il monitoraggio delle sostanze inquinanti presenti nell’aria effettuato dal Treno Verde ha rivelato come solo nel caso del Pm10 si siano registrati degli avvicinamenti all’obiettivo annuale di 40 microgrammi per metrocubo. "La struttura a canyon della strada in cui è stato effettuato il rilevamento, costantemente spazzata dal vento - ha spiegato Vittorio Valentini, responsabile del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI - ha sicuramento favorito la dispersione degli inquinanti. Ma a mantenere basse le concentrazioni hanno contribuito, insieme alle generali condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione, anche altri fattori, come la presenza di zone a traffico limitato nelle vicinanze, la leggera pioggia di Lunedì pomeriggio e l’assenza di traffico pesante". "Il peggiore errore che possiamo commettere - ha aggiunto Gabriella Mariani, Presidente del circolo Legambiente "Clorofilla" - è quello di illuderci di vivere in una città a prova di smog. Se deleghiamo al vento e alla pioggia il compito di proteggerci dall’inquinamento rischiamo infatti di fare la fine delle località italiane di medie dimensioni che di recente si sono trovate a fare i conti con l’emergenza smog. Per prevenire questo rischio è necessario che l’amministrazione comunale intervenga per tempo con provvedimenti efficaci in grado di invertire la tendenza. Non ci stancheremo mai di ripetere che l’Aquila del futuro deve riuscire a scrollarsi di dosso la dipendenza dalle automobili, incentivando il trasporto pubblico e ripensando da cima a fondo il tema della mobilità". "Allo stato attuale - ha dichiarato Gianluca Della Campa, responsabile del Treno Verde - la legislazione italiana, tranne alcune eccezioni, prevede l’obbligo di dotarsi di un sistema di monitoraggio costante dell’inquinamento solo per le città con più di 150.000 abitanti, creando di fatto un’ingiusta distinzione fra cittadini di serie A e B. Una direttiva europea del 1999 ha già messo fine a questa assurdità, stabilendo che i Comuni con meno di 250.000 abitanti devono avere a disposizione delle stazioni di rilevamento dello smog. La direttiva avrebbe dovuto essere recepita dal nostro Paese entro il Luglio dell’anno scorso, ma al momento è in discussione nella conferenza Stato-Regioni. Una volta adottato, questo provvedimento costringerà l’Aquila a dotarsi finalmente di una centralina di rilevamento delle sostanze inquinanti. Ci auguriamo soltanto che per una volta i tempi della politica siano adeguati a quelli del mondo reale". Inquinamento atmosferico
Valori espressi in µg/m3,
tranne il monossido Inquinamento acustico
Valori espressi in decibel. Riferimento
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