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Treno Verde 2002 La Spezia Polveri killer in aumento per La Spezia. Il Pm10 nelle 72 ore di monitoraggio è salito costantemente, passando dai 39 microgrammi per metrocubo delle prime 24 ore ai 67 del 7 Febbraio fino a raggiungere il dato di 69,5 microgrammi per metrocubo nelle ultime 24 ore. Insomma, senza l’intervento della pioggia, a quanto pare, i cittadini della Spezia hanno poco da stare allegri. "Pur essendo il nostro un monitoraggio spot - ha dichiarato Gianluca della Campa, responsabile del Treno Verde - la situazione che viene fuori non è da sottovalutare. Un intervento deciso e coraggioso da parte dell’Amministrazione locale è assolutamente indispensabile. Per Legambiente la ricetta è la solita, quella che tante volte abbiamo sentito snocciolare: zone a traffico limitato, corsie preferenziali, isole pedonali, assi blu, piste ciclabili, car sharing, potenziamento dei mezzi pubblici, più severità contro le soste selvagge". "Il Pm10 rilevato - ha spiegato Stefano Silvano, dell’Istituto Sperimentale di RFI - ha coinciso con le ore successive all’acquazzone di Martedì 5 e Mercoledì 6. È interessante dunque vedere come i valori sono crescenti lungo le 72 ore di monitoraggio". Recentemente il Centro europeo ambiente e salute dell’Oms e l’Agenzia nazionale protezione ambiente hanno presentato uno studio che evidenzia come nella popolazione di oltre trenta anni il 4,7% di tutti i decessi osservati nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile al Pm10 in eccesso di 30 microgrammi per metrocubo. In altre parole, riducendo il Pm10 ad una media di 30 microgrammi per metrocubo si potrebbero prevenire circa 3.500 morti all’anno nelle città italiane. Si sono ottenute poi stime di migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini al di sotto di 15 anni, che potrebbero essere evitati riducendo le concentrazioni medie di Pm10 a 30 microgrammi per metrocubo. Il limite di legge per il Pm10 è fissato come obiettivo attuale a livello nazionale a 40 microgrammi per metrocubo. Discorso a parte per il rumore. "Il DPCM 14/11/97 classifica i porti - ha dichiarato Paolo Varrella, Presidente del Circolo Legambiente della Spezia - senza alcuna distinzione, nella fascia denominata "classe quarta, area ad intensa attività umana", con un limite di 65 decibel di giorno e 55 di notte. I criteri di zonizzazione acustica adottati dalla Regione Liguria inseriscono i porti nella sesta classe, aree prettamente industriali senza nuclei abitativi, con limiti che si alzano fino a 70 decibel sia per il giorno che per la notte. Questo fatto crea forti disagi ed ha un forte impatto sulla popolazione che vive a pochi metri dal porto. È da rilevare che nel 2000 la Procura della Repubblica aprì un’inchiesta che sfociò poi in una ordinanza di sequestro delle aree portuali per disturbo della quiete pubblica nelle ore notturne". "Il porto mercantile della Spezia - ha aggiunto Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria - ha un livello di rumore davvero troppo alto, la strada intrapresa dalla Regione, non contrastata dal Comune, fa pensare ad una manovra politica per far rientrare il porto in una categoria con limiti di legge più alti e non ad un provvedimento tecnico per tutelare i cittadini. Qualche tempo fa il Comune della Spezia fece deviare il traffico nelle ore notturne proprio per analizzare la natura dell’inquinamento acustico in quella zona. I limiti furono comunque alti, a dimostrazione che il porto è davvero rumoroso e che gli interessi sono prevalsi, e prevalgono ancora, sulla salute degli spezzini". Inquinamento atmosferico
Valori espressi in µg/m3,
tranne il monossido Inquinamento acustico
Valori espressi in decibel. Riferimento
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