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Treno Verde 2002

San Donà di Piave
(18-22 Gennaio)

San Donà di Piave non passa l’esame e, mentre il Treno Verde lascia la stazione della cittadina veneta, rimane un’eredità pesante: dati numerici che parlano di livelli di inquinamento decisamente insoliti per una cittadina come questa. Scorrendo i dati del Pm10 è facile capire quanto la situazione sia allarmate soprattutto per gli effetti terribili sulla salute che può avere questo micidiale "particolato fine delle polveri", la frazione respirabile che, grazie al piccolo diametro, può arrivare sino alle più profonde vie respiratorie portandosi dietro sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogene come il benzo(a)pirene.

"Quello che ci vuole - ha dichiarato Rossella Muroni, portavoce del Treno Verde - sono seri piani del traffico che prevedano ad esempio parcheggi di scambio in periferia, linee di trasporto pubblico veloci, rapide ed efficienti, una rimodulazione della mobilità dove il trasporto privato faccia strada al trasporto pubblico. Dalla stagione dei blocchi bisogna passare a una mobilità più spedita, più sana, più sicura. Legambiente ha fatto la sua proposta formulando dieci richieste per uscire dall’emergenza smog".

Un’analisi che riguarda anche Mestre, investita dall’inquinamento da traffico, ma soprattutto da polemiche e disagi.

"Le polemiche - ha dichiarato Angelo Mancone, Presidente di Legambiente Veneto - servono a nascondere i problemi reali che investono Mestre: all’inquinamento prodotto dalla zona industriale va aggiunto quello creato dalla circonvallazione ove transitano oltre 140.000 mezzi al giorno. Di questi più del 50% sono camion di cui una parte consistente proviene dai paesi dell’Est senza marmitte catalitiche. Questo processo conferma quanto ha sempre sostenuto Legambiente. Infatti se si considerano i dati delle centraline di monitoraggio posizionate a ridosso della tangenziale, è chiaro che il massiccio inquinamento della terraferma veneziana è prodotto dal traffico di passaggio".

"Questo dato - ha aggiunto Giosuè Orlando di Legambiente Veneto - richiede una riduzione dell’uso dei veicoli privati e la creazione di parcheggi scambiatori all’esterno della città aumentando i mezzi pubblici a disposizione. Inoltre se necessario si dovrà deviare il traffico in tangenziale non escludendo di bloccare nelle ore di punta i mezzi in uscita dai terminali autostradali. Certo una provocazione forte, per far capire che con la terza corsia non si risolve il problema del traffico e dell’inquinamento".

A conferma di questo diffuso allarme, anche se il perdurare delle condizioni climatiche non ha consentito la dispersione delle polveri inalabili, sono i livelli delle sostanze e del rumore inaspettatamente elevati.

Inquinamento atmosferico

Inquinanti 19/1 20/1 21/1 Limiti di legge
Pm10
(media 24h)
96,6 107 116 Obiettivo
di qualità 40
Biossido di Zolfo
(media 24h)
18,1 18,9 18,8 Attenzione 125
Allarme 250
Biossido di Azoto
(picco orario)
103 95,4 84 Attenzione 200
Allarme 400
Monossido di Carbonio
(picco orario)
2,95 4,07 3,72 Attenzione 15
Allarme 30
Ozono
(picco orario)
15,3 18,6 7,41 Attenzione 180
Allarme 360
Idrocarburi non metanici
(media di 3h)
403 344 414 Attenzione 200

Valori espressi in µg/m3, tranne il monossido
di carbonio espresso in mg/m3. Riferimenti
normativi: DPCM 28/03/1983 e DM 25/11/1994

Inquinamento acustico

Periodo 19/1 20/1 21/1 Limiti di legge
Media ore diurne (6-22) 66,5 66,5 67,2 65
Media ore notturne (22-6) 63,3 63,5 63,1 55

Valori espressi in decibel. Riferimento
normativo: DPCM 14/11/1997


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