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Treno Verde 2002

Trieste
(23-26 Gennaio)

Fortuna che a noi ci pensa la natura. La pioggia e il vento dei giorni passati danno una sferzata all’inquinamento facendo rientrare, nella giornata di Giovedì, tutti gli inquinanti che il giorno prima avevano soffocato Trieste. Ma Venerdì la minaccia incombe nuovamente con un nuovo superamento della soglia di attenzione. Basta notare, uno tra tanti, il valore del Pm10 che da Mercoledì 23, rilevato con una media giornaliera di 141 µg/m3, scende a 37,4 µg/m3 durante la piovosa giornata di Giovedì, e ancora Venerdì 25, quasi a voler ricordare l’emergenza non ancora lontana, registra un timido picco di 40,9 µg/m3.

Discorso a parte per gli idrocarburi, troppo elevati per tutta la durata del monitoraggio: 875 µg/m3 il primo giorno, 709 µg/m3 e 1273 µg/m3 rispettivamente Giovedì e Venerdì. Fortunatamente per i cittadini di Trieste il superamento dei limiti di legge da parte degli idrocarburi non metanici non ha coinciso con quello dell’ozono, in questo caso infatti si sarebbe avuta una vera e propria reazione chimica detta "smog fotochimico".

"Se qualcuno dello staff del Sindaco - hanno commentato Andrea Wehrenfenning e Lino Santoro di Legambiente Trieste - avesse osservato le correlazioni fra condizioni meteo e concentrazioni degli inquinanti avrebbe tratto qualche conclusione. Tre o quattro giorni dopo un cambiamento meteo da condizioni di ventilazione e bassa umidità verso condizioni di aria stagnante ed umidità elevata con formazione di nebbia e inversione termica, si riscontra un progressivo aumento delle concentrazioni degli inquinanti. Le previsioni meteorologie dello scorso fine settimana davano uno spostamento del tempo in questo verso e infatti da Domenica 20 cominciava l’incremento delle particelle sottili fino ad arrivare al clou di 223 µg/m3 di Mercoledì 23 rilevati dalla centralina dell’Arpa in piazza Goldoni. Qualcuno dovrebbe spiegare al Sindaco che bisogna saper prevenire le situazioni di crisi piuttosto che improvvisare misure d’emergenza".

"La seconda giornata di monitoraggio - ha dichiarato Vittorio Valentini, dell’Istituto Sperimentale di RFI e responsabile delle analisi per il Treno Verde di Legambiente - è stata caratterizzata dalla circolazione a targhe alterne, che ha contribuito ad una notevole diminuzione del traffico, oltre alle condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione. Un leggero incremento poi nella terza giornata, nonostante una maggiore ventilazione. Nel complesso la concentrazione degli inquinanti monitorati ha mostrato una netta correlazione sia con l’intensità e tipologia del traffico che con le condizioni atmosferiche. Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, va ricordato che il Comune di Trieste non ha ancora completato la zonizzazione acustica del territorio, caratterizzato da un notevole traffico veicolare".

Inquinamento atmosferico

Inquinanti 23/1 24/1 25/1 Limiti di legge
Pm10
(media 24h)
141 37,4 40,9 Obiettivo
di qualità 40
Biossido di Zolfo
(media 24h)
45,3 22,5 38,5 Attenzione 125
Allarme 250
Biossido di Azoto
(picco orario)
125 113 137 Attenzione 200
Allarme 400
Monossido di Carbonio
(picco orario)
6,33 5,11 7,82 Attenzione 15
Allarme 30
Ozono
(picco orario)
5,26 20,8 45,7 Attenzione 180
Allarme 360
Idrocarburi non metanici
(media di 3h)
875 709 1273 Attenzione 200

Valori espressi in µg/m3, tranne il monossido
di carbonio espresso in mg/m3. Riferimenti
normativi: DPCM 28/03/1983 e DM 25/11/1994

Inquinamento acustico

Periodo 23/1 24/1 25/1 Limiti di legge
Media ore diurne (6-22) 73,8 72,7 73,1 65
Media ore notturne (22-6) 69 70,4 66,9 55

Valori espressi in decibel. Riferimento
normativo: DPCM 14/11/1997


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