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Acque di balneazione, meno garanzie
Il nuovo decreto è in contrasto con le prescrizioni europee

"Il decreto sulla balneazione toglie garanzie ai bagnanti. La prossima estate avremo certo meno cartelli di divieto sulle nostre spiagge, ma non vorrà dire che i mari saranno meno inquinati, anzi. Il Governo, in contrasto con le prescrizioni europee, fa fare all’Italia un considerevole passo indietro".

Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente, ha così commentato il decreto sulle acque di balneazione uscito dal Consiglio dei Ministri e ne sottolinea l’inadeguatezza alla normativa europea e l’insufficienza dal punto di vista sanitario.

A seguito in una procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti del nostro Paese, l’Italia adeguò la sua normativa a quella europea: mentre prima era possibile, dopo un anno di prelievi inquinati, ottenere la balneazione con alcuni campioni prelevati a ridosso o durante la stagione balneare, a partire dal 2002 questa corsa ai ripari non era più possibile. Il nuovo decreto mette la marcia indietro.

"È perciò ragionevole attendersi una nuova procedura di infrazione - ha concluso Venneri - ma intanto per la prossima stagione le nostre acque faranno un figurone".

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