|
UE rimetta in discussione
scelta nucleare "Un incidente di lieve entità, certo. Ma pur sempre in una centrale nucleare, dentro un deposito di combustibile atomico e vicino ad un reattore. Gli ingredienti per un disastro mancato ci sono tutti". Roberto Della Seta, portavoce nazionale di Legambiente, ha così commentato la notizia dell’incendio nella centrale francese di Gravelines. "Il problema non sono solo le norme di sicurezza o l’efficienza e la prontezza degli interventi, il problema è il nucleare stesso: produce rifiuti pericolosi da gestire per millenni, come ogni attività è soggetto ad incidenti, che però possono avere ricadute disastrose sull’intero pianeta. Il gioco, come si dice, non vale la candela. Nemmeno economicamente. Nei costi dell’energia nucleare francese, solo in parte sono contenuti quelli dello stoccaggio e trattamento delle scorie: l’altra parte viene pagata con fondi europei. Dove invece, come negli Usa, tutti i costi finiscono in bolletta, il nucleare si sta spegnendo piano piano". Ragioni di sicurezza, di tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente e, insieme, argomenti economici dovrebbero spingere l’Unione Europea a ripensare globalmente il ruolo del nucleare nella sua politica energetica. Anche in vista dell’ingresso dei nuovi membri, presso i quali sono ancora attive centrali vecchissime e di concezione analoga a quella dei reattori di Chernobyl. |
|
|
|
© 2003 Legambiente Maquis |
||