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Treno Verde 2003 Gli inquinanti monitorati Le analisi su smog e rumore del Treno Verde sono state effettuate dal laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale delle Ferrovie. I parametri analizzati per l’inquinamento atmosferico sono stati: polveri sottili, biossido di zolfo, biossido di azoto, monossido di carbonio e ozono. Nel mirino dei tecnici del Treno Verde era compreso anche uno dei "veleni da traffico" più famigerati: il benzene. Biossido di azoto: deriva dai gas di scarico dei veicoli a motore e degli impianti industriali e ha effetti di tossicità acuta sia sulle mucose che sugli occhi, ma può provocare danni polmonari e, in elevate concentrazioni, si dimostra letale. Dal settore dei trasporti viene più del 50% di tutte le emissioni di ossidi di azoto, che solo in Italia superano il milione di tonnellate annue. Monossido di carbonio: gas incolore ed inodore sfornato dal traffico e dalle industrie che ha la capacità di limitare la quantità di ossigeno trasportata dal sangue, provocando effetti di tossicità cardiovascolare e, in enormi quantità, l’asfissia. È uno dei gas più pericolosi per la salute umana. In Italia i veicoli a motore contribuiscono per il 90% al totale delle emissioni, stimate in 5,5 milioni di tonnellate annue. Polveri: chimicamente sono considerate polveri gli ossidi, i solfati, i carbonati, i solicati, i solfuri, i cloruri e altri composti di metalli e combustibili. Le polveri sono potenzialmente responsabili di irritazioni ad occhi e vie respiratorie e si trasformano in mezzi di trasporto di altri inquinanti. Dai veicoli a motore viene circa il 60% delle emissioni di polveri, ceneri volanti e fumi che portano con sé molte sostanze tossiche e cancerogene (dal benzopirene, all’arsenico, al mercurio). Pm10: è il particolato fine delle polveri, assai pericoloso sotto il profilo sanitario. Si tratta infatti di una frazione respirabile che, grazie al piccolo diametro, può arrivare sino alle più profonde vie respiratorie portandosi dietro sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogene come il benzo(a)pirene. Biossido di zolfo: analogamente alle polveri, può irritare occhi e mucose e, come gli ossidi di azoto, partecipa alla formazione di piogge acide. Deriva dai processi di combustione di carburanti contenenti zolfo. Più dei tre quarti di tutte le emissioni di anidride solforosa provengono dalle centrali termoelettriche e dall’industria, mentre i trasporti contribuiscono soltanto per il 5%. Ozono: è presente naturalmente negli strati alti dell’atmosfera, dove contribuisce a formare uno scudo alla penetrazione dei raggi ultravioletti. Negli strati bassi dell’atmosfera invece risulta essere una sostanza inquinante, dannosa per la salute perchè provoca irritazioni all’apparato respiratorio. Insieme agli idrocarburi e al biossido di azoto è uno dei principali responsabili dello smog fotochimico. Benzene: presente nella benzina, il benzene è tra i componenti più pericolosi per la salute, al punto che l’Iarc lo classifica tra le sostanze a maggiore rischio cancro. Uno studio realizzato dalla Commissione Tossicologica Nazionale prevede che - alle attuali concentrazioni presenti in atmosfera urbana - questo idrocarburo nei prossimi 75 anni potrà provocare da 1.240 a 18.240 nuovi casi di leucemia nel nostro Paese.
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