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Energia: conclusa la conferenza
di Bonn Nella dichiarazione finale è stato modificato il passaggio che definiva le rinnovabili la più importante energia per il futuro, trasformato in un più generico "una più importante" risorsa. Un ennesimo regalo agli Usa che cercano di mettere i bastoni tra le ruote, e purtroppo con successo, a qualsiasi ipotesi di sviluppo importante delle energie pulite e di contenimento delle emisisoni di gas serra. Renewables 2004, la conferenza internazionale sulle energie rinnovabili, si è così chiusa a Bonn dopo quattro giorni di lavori. Tuttavia vanno sottolineati anche molti aspetti positivi. "Si sta rinsaldando il fronte dei Paesi che vogliono che le rinnovabili diventino il motore trainante di un nuovo sviluppo energetico, più sostenibile dal punto di vista ambientale e anche da quello sociale. Si sente la forte necessità - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - di assicurare a tutti l’energia. Ancora oggi 2 miliardi di persone non hanno accesso a questo servizio e c’è la consapevolezza che la strada delle fonti fossili tradizionali è perdente. I semi per far crescere l’energia pulita sono stati piantati. Bisogna fare di tutto perché spuntino il più in fretta possibile. L’azione deve sostituire la retorica politica". Tornando alle critiche, va segnalata la mancanza di target precisi per gli anni a venire e il fatto che tra le rinnovabili non compaiano solo eolico, solare, biomasse e geotermico, ma anche il grande idroelettrico. È diviso a metà invece il giudizio sui 165 progetti "locali" presentati a Bonn. Si tratta di interventi in molti casi avviati, ma anche di programmi in cerca di finanziamento oppure di iniziative davvero innovative pronte a partire grazie alla partnership di governi, imprese, associazioni non governative. Tra i più significativi ci sono i piani per il deciso incremento delle rinnovabili in Cina e per il raddoppio delle fonti pulite nelle Filippine, nonchè molti progetti per assicurare energia pulita e sostenibile in diversi stati africani. "L’Italia invece, anche in questo caso - ha concluso Ferrante - spicca per l’inconsistenza dei progetti presentati. Si tratta, è il caso ad esempio dei tetti solari, di minestre riscaldate o di azioni di basso profilo". |
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