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Puglia: fermate quel cavo
sottomarino La distruzione dei fondali corre su un cavo. Quello che la compagnia telefonica Ote vorrebbe far transitare lungo i fondali dell’Adriatico tra le coste greche e la Puglia, andando a cancellare per sempre un’area protetta dall’Unione Europea. Contro questo progetto, che rientra tra quelli previsti per le olimpiadi di Atene, e contro l’autorizzazione concessa dal Ministero dell’Ambiente, Legambiente ha presentato ricorso al Tar soffermandosi proprio sul totale disinteresse per gli strumenti della Ue posti a tutela del sito di interesse comunitario che ospita una delle più pregiate praterie di posidonia pugliesi. "L’installazione dei cavi avverrà mediante una nave da posa - spiega la relazione di Legambiente che accompagna il ricorso - che utlizza uno speciale aratro per scavare il solco e contemporaneamente posizionare il cavo. Tale aratro pertanto andrà ad incidere il suolo e a strappare ogni radice per la flora esistente, confidando in una caduta passiva del sedimento precedentemente sollevato che consenta la chiusura della ferita del fondale". Per il progetto in questione non è stata presa in considerazione nessuna alternativa che avrebbe consentito di preservare il sito di interesse comunitario. "Auspichiamo che il Tar faccia chiarezza - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - ma da subito chiediamo il blocco dei lavori e la predisposizione di un tracciato alternativo per il cavo sottomarino". |
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