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Il cambiamente climatico è già in atto
In Alaska sta scomparendo metà dei ghiacciai del pianeta

"II Ministro Matteoli parli chiaro e assuma una posizione ben definita in merito al cambiamento climatico in atto".

Così Daniele Calza Bini, rappresentate di Legambiente alla decima Conferenza delle parti sui mutamenti climatici ha accolto l’arrivo a Buenos Aires del Ministro dell’Ambiente italiano.

Ai rapporti spesso citati dell’IPCC e dell’Accademia delle Scienze Statunitense, si è aggiunto quello sugli "Impatti Causati dal Riscaldamento Climatico nell’Artide", oggetto di discussione a Buenos Aires. Il documento individua alcuni preoccupanti trend nella regione che si riscalda a una velocità molto maggiore rispetto al resto del pianeta, tra cui l’incremento della temperatura che negli ultimi decenni è salita di 3-4 gradi centigradi e di quella del permafrost, lo strato perennemente ghiacciato, cresciuta di 2°. Il fenomeno causerà nel corso del secolo uno spostamento verso nord di alcune centinaia di chilometri del limite meridionale del permafrost e la popolazione animale marina e terrestre e la vegetazione subiranno dei drastici sconvolgimenti.

Le precipitazioni sono aumentate dell’8% nell’ultimo secolo, mentre la neve è diminuita del 10% negli ultimi 30 anni. I ghiacciai artici si stanno sciogliendo e la rapidità di questo fenomeno in Alaska fa sì che la scomparsa di circa la metà dei ghiacciai del pianeta sia avvenuta qui, rendendo questo fenomeno il maggior responsabile dell’aumento del livello del mare che localmente è aumentato di 10-20 centimetri negli ultimi cento anni.

"La politica deve partire dai risultati di queste ricerche scientifiche per rafforzare le azioni di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico - ha aggiunto il rappresentante di Legambiente - definendo il quadro per il futuro, senza perdere ulteriore tempo nel tentativo di convincere gli USA ad assumere degli impegni, facendo loro inutili concessioni. Bush e i suoi hanno dichiarato chiaramente che non hanno nessuna intenzione di ratificare il Protocollo di Kyoto, né di partecipare a negoziati in merito a riduzioni di emissioni prima del 2012 e non perdono occasione per mettere in discussione i risultati di questi autorevoli studi scientifici".

"Al Ministro Matteoli - ha concluso Daniele Calza Bini - chiediamo quindi di passare più tempo con i colleghi europei, per lavorare al rafforzamento della leadership della UE e iniziare i negoziati sul post 2012 come indicato dal Protocollo, una leadership che tutto il mondo in via di sviluppo le riconosce, ma che in questa COP stenta a decollare. In particolare, la UE si impegni a coinvolgere i grandi paesi in via di sviluppo come Brasile, Cina e India, che hanno stretto un’alleanza e approveranno solo decisioni delle quali saranno soddisfatti tutti e tre".

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