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Condono: 4 mesi di tempo alle Regioni
Legambiente avanza 10 proposte per limitare i danni

"È ormai chiaro che il condono non permetterà di risanare i conti dello Stato, ma sicuramente ha già aumentato gli scemppi nel nostro territorio. Il Governo ha perso un’altra occasione per ritornare sulle sue decisioni".

Così Roberto Della Seta, Presidente nazionale di Legambiente, ha commentato la decisione presa dal Consiglio dei Ministri di prorogare il condono edilizio.

Per monitorare il territorio e poter informare gli organi competenti, Legambiente ha aperto un Osservatorio nazionale sul condono edilizio.

"Con l’istituzione di questo osservatorio - ha dichiarato Della Seta - proponiamo ai cittadini e alle Regioni uno strumento di controllo, un vero e proprio sportello antiabusivimo con tanto di telefono verde per tutelare fattivamente il territorio e segnalare gli abusi realizzati dopo il 31 Marzo 2003. L’obiettivo è quello di mantenere un occhio vigile contro l’illegalità ambientale e paesaggistica che avrebbe come conseguenza l’ennesima devastazione del nostro territorio".

Alle Regioni che hanno 4 mesi di tempo per legiferare in materia, Legambiente chiede che emanino norme severe in modo da scongiurare e contrastare le gravi conseguenze della sanatoria edilizia sul territorio e sul paesaggio.

Ecco in sintesi le 10 proposte che Legambiente avanza alle Regioni:

  1. La volumetria sanabile, solo piccoli abusi e conformi agli strumenti di pianificazione nonché ai piani, ai programmi, alle intese e alle concertazioni attuative del Prg.
  2. L’assoluto divieto di sanare gli abusi in aree demaniali.
  3. L’assoluto divieto di condonare gli abusi nelle aree vincolate e nelle aree protette.
  4. L’esclusione del principio di silenzio assenso o in alternativa l’estensione a 48 mesi del tempo concesso ai comuni per smaltire le pratiche di condono.
  5. Lo stanziamento di finanziamenti da parte delle Regioni per le demolizioni.
  6. L’aumento del 100 percento degli oneri di urbanizzazione di cui una congrua parte possa essere utilizzata per le demolizioni.
  7. Che l’opera sanabile sia solo quella completamente realizzata comprensiva di muri perimetrali e finestre.
  8. L’acquisizione delle aerofotogrammetrie aggiornate al 31 Marzo 2003, fornendone copia ai Comuni in modo da obbligarli alla verifica rispetto alla realizzazione temporale dell’abuso.
  9. La presentazione da parte di tutte le Regioni di una legge regionale in materia di sanatoria edilizia per impedire l’applicazione di quella nazionale in base al principio del "silenzio assenso".
  10. L’aumento dell’anticipazione degli oneri concessori e la brevità nelle relative modalità di versamento in modo da rendere più gravosa e subito molto onerosa la sanatoria edilizia.

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