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Black-out: risparmio dimenticato "Crescono i consumi e la richiesta di energia e tutti si comportano come se a questa crescita e ai suoi ritmi forsennati non ci fosse rimedio, ma non è così". È questo il senso dell’intervento di Ermete Realacci, Presidente Onorario di Legambiente, alla presentazione del Grande Buio, volume di Mauro Miccio sulla questione energetica e la comunicazione dopo il black-out che l’anno scorso ha spento l’Italia. "In dieci anni (1990-2000) - ha spiegato Realacci - l’incremento dei consumi lordi del nostro Paese è stato pari circa al 15 percento, la media europea non supera invece il 12. A Los Angeles, dove loro malgrado di black-out se ne intendono, la precedente amministrazione è stata in grado, con campagne informative ed incentivi, di ridurre i consumi di energia nei mesi estivi del 6,7 percento e di tagliare attirittura del 10 la domanda massima di potenza". "Insomma - ha aggiunto - è il risparmio la prima, la più ragionevole, economica e lungimirante difesa dai black-out, ancor prima delle nuove centrali. E invece scontiamo un’inerzia e un disinteresse pressoché assoluto. Sono infatti ancora chiusi in un cassetto due decreti del Ministero dell’Industria sull’efficienza energetica, datati 2001: quelli che avrebbero portato ad un taglio dei consumi pari a 2,9 milioni di tonnellate di petrolio. E intanto si annuncia un’altra estate a rischio black-out". "E poi - ha concluso Realacci - che fine ha fatto il Rapporto della Commissione De Majo sul black-out del 28 Settembre? Avrebbe dovuto essere reso noto entro il 31 Maggio, ma non ce n’è ancora traccia. Crediamo che dimostrerà che anche l’Italia, e non solo la Svizzera, ha delle responsabilità: ci sono state quantomeno delle carenze nella capacità di previsione dei consumi". |
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