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Eolico: un nuovo modello
in Sardegna La Sardegna, regione con elevate opportunità di produzione di energia da fonti rinnovabili (solare ed eolico), più di altre può rispettare il protocollo di Kyoto e quindi ridurre le sostanze che giornalmente vengono riversate in atmosfera dalla combustione di carbone e petrolio. Molti Paesi europei hanno adottato politiche energetiche e ambientali innovative: in Danimarca un quinto dell’energia è prodotto dall’eolico, la Regione spagnola della Navarra arriva a produrre la metà delle proprie necessità. Paesi che, al contrario dell’Italia, riducono le emissioni di anidride carbonica come previsto dal protocollo di Kyoto. Così, come prontamente richiesto da Legambiente, ha fatto bene la Regione Sardegna ad annullare il bando del 22 Maggio 2004 per la realizzazione di nuovi impianti eolici approvato in piena campagna elettorale. Ora c’è bisogno di applicare con rigore le regole esistenti, per tutelare gli ambiti più delicati e programmare la realizzazione degli impianti eolici in modo da renderli compatibili con il paesaggio sardo. "In tutta Europa grazie all’eolico è in corso uno straordinario processo di innovazione tecnologica e ambientale - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - che consente di produrre energia pulita, di creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro e in parallelo permette di ridurre le emissioni di gas come l’anidride carbonica che sono la causa dei cambiamenti climatici del pianeta. La Sardegna deve puntare sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico per uscire da un modello ancora incentrato sul carbone". |
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