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Incendi: 2 comuni su sono 3 in ritardo
Rapporto di Legambiente sulla prevenzione degli incendi

Due comuni su tre in Italia non svolgono ancora un sufficiente lavoro per contrastare la piaga degli incendi boschivi e addirittura il 42 percento non fa praticamente nulla per fermare i roghi. Soltanto il 5 percento delle Amministrazioni comunali applica pienamente la legge quadro 353 del 2000 in materia di incendi boschivi e solo un comune su cinque realizza il catasto delle aree percorse dal fuoco, strumento fondamentale per evitare speculazioni da parte dei piromani. Il 60 percento dei comuni non realizza attività di prevenzione e manutenzione dei boschi e fortemente carente risulta anche l’attività di informazione alla popolazione: soltanto un comune su dieci è attivo in questo senso. Sono invece in Campania, Toscana, Liguria, Friuli e Lazio i comuni che si aggiudicano le dieci bandiere "Bosco Sicuro" di "Non scherzate col fuoco 2004" di Legambiente e Dipartimento Protezione Civile, il riconoscimento assegnato ai comuni più meritori nella mitigazione del rischio incendi. Lucca, Tavernelle Val di Pesa (FI), Ameglia (SP), Seborga (IM), Bracigliano e Pollica (SA), Maddaloni (CE), Aviano (PN), Fogliano Redipuglia (GO) e Scandriglia (RI) i leader della mitigazione degli incendi, mentre sono quasi tutti al nord invece i comuni più inadempienti.

Sono questi alcuni dati di "Ecosistema Incendi", la prima indagine realizzata in Italia da Legambiente e Dipartimento Protezione Civile per fotografare la reale situazione dei comuni italiani nella lotta agli incendi boschivi.

L’indagine ha preso in esame le azioni che i comuni sono tenuti a realizzare per contrastare il rischio incendi boschivi. Da un lato l’applicazione della legge 353 del 2000 che prevede la presenza di un responsabile di protezioni civile, la realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco e la presenza di un piano comunale contro gli incendi. Dall’altro la realizzazione di campagne informative mirate, la manutenzione dei boschi, la realizzazione di reti di avvistamento dei focolai e le convenzioni ed accordi con il volontariato di protezione civile. Con questa indagine si è voluta verificare l’esistenza di queste attività monitorando sia il livello del rischio che le azioni messe in campo dai comuni per mitigarlo.

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